Sacroileite, quando il dolore al bacino è un’infiammazione e quando invece no
Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 18/10/2026
Il dolore si sente in fondo alla schiena, di lato, proprio sopra il gluteo. A qualcuno lo dice il medico, altri trovano la parola su un referto della risonanza, altri ancora la leggono in rete dopo una notte passata a girarsi nel letto. “Ho la sacroileite?” è una domanda frequente, e la risposta parte da una distinzione. Con questo nome si indicano due problemi diversi, un’infiammazione vera dell’articolazione, legata di solito a una malattia reumatica di competenza del reumatologo, e un dolore meccanico della stessa zona, più comune, che risponde bene al movimento graduale. In questo articolo ti spiego come orientarti, cosa cambia in gravidanza e dopo il parto e quali rimedi hanno prove a favore.
Quando non aspettare. Se il dolore al bacino si accompagna a formicolio o debolezza in tutte e due le gambe, a una zona addormentata tra le gambe, a difficoltà nuove con la pipì o con l’intestino, vai subito in pronto soccorso oppure chiama il 118. Un occhio rosso e dolente che non sopporta la luce va fatto vedere da un oculista in giornata. Tutti i segnali sono spiegati più avanti.
Una parola, due problemi diversi
Le articolazioni sacroiliache sono due, una per lato, e uniscono l’osso sacro al bacino. “Sacroileite” vuol dire infiammazione di queste articolazioni.
La sacroileite infiammatoria è spesso il primo segno di una spondiloartrite assiale, una malattia reumatica di cui fa parte la spondilite anchilosante. Colpisce donne e uomini in numero simile, può esserci anche con una radiografia normale e anche in chi non ha il gene HLA-B27 (NICE, spondiloartrite). È un percorso da reumatologo, perché oggi esistono farmaci efficaci.
Il dolore sacroiliaco meccanico non dipende da una malattia reumatica. È un dolore legato ai carichi, alle posizioni e ai movimenti, simile per molti aspetti al mal di schiena comune, e si gestisce con informazione ed esercizio (NICE, mal di schiena).
Capire in quale gruppo rientri cambia tutto quello che viene dopo.
Sacroileite, i sintomi più comuni
Di solito il dolore sacroiliaco è basso, tra la schiena e la natica, più spesso su un lato, e a volte arriva alla coscia. Dà fastidio quando ti giri nel letto, quando sali le scale o stai in piedi su una gamba sola, come quando ti infili i pantaloni.
Se invece il dolore arriva oltre il ginocchio, insieme a formicolio o calo di forza, è più probabile che sia coinvolto un nervo, e trovi un approfondimento nell’articolo sulla sciatica. Anche il gluteo e l’anca possono dare dolori simili, ne parlano gli articoli sul dolore al gluteo e sul dolore all’anca.
Cinque domande per capire se il dolore è infiammatorio
Un gruppo di reumatologi esperti dell’ASAS, la società internazionale che studia la spondiloartrite, ha individuato le cinque caratteristiche che meglio descrivono il mal di schiena infiammatorio (Sieper et al., 2009). Prova a rispondere.
- Il dolore è cominciato prima dei 40 anni?
- È arrivato piano piano, senza un trauma o uno sforzo preciso?
- Migliora quando ti muovi o fai attività fisica?
- Resta uguale o peggiora quando stai a riposo?
- Si fa sentire di notte?
Se rispondi sì ad almeno quattro domande, il tuo dolore ha le caratteristiche di un mal di schiena infiammatorio. Il questionario però non fa diagnosi. Nel gruppo di verifica riconosceva circa 8 persone su 10 con dolore infiammatorio, ma circa 1 persona su 4 che non lo aveva risultava comunque positiva (Sieper et al., 2009).
Secondo le linee guida inglesi la visita dal reumatologo va considerata quando il mal di schiena è comparso prima dei 45 anni, dura da più di tre mesi e si sommano diversi indizi, tra cui il risveglio nella seconda metà della notte, il dolore ai glutei, il beneficio rapido degli antinfiammatori, la familiarità, la psoriasi o un’artrite in altre articolazioni (NICE, spondiloartrite). Se ti ritrovi in questo quadro, porta l’elenco al tuo medico di famiglia.
I segnali che arrivano da fuori della schiena
La spondiloartrite non riguarda solo la colonna. Le linee guida ricordano che può dare infiammazione nel punto in cui i tendini si attaccano all’osso, dita gonfie “a salsicciotto”, psoriasi, uveite e disturbi infiammatori dell’intestino, e che proprio questa varietà di sintomi fa ritardare la diagnosi (NICE, spondiloartrite).
L’uveite merita una riga a parte. È un’infiammazione dell’occhio presente in circa 1 persona su 3 con spondiloartrite, di solito improvvisa e in un occhio solo, e in circa metà dei casi si ripresenta (Zeboulon et al., 2008). Per questo un occhio rosso e dolente richiede una visita oculistica in giornata (NICE, spondiloartrite).
Sacroileite in gravidanza e dopo il parto
Durante la gravidanza il dolore alla schiena e al bacino è molto frequente. Una revisione sistematica stima che ne soffra circa il 45% delle donne in gravidanza e il 25% dopo il parto, mentre i disturbi restano importanti dopo la nascita in circa il 7% dei casi (Wu et al., 2004). Nella grande maggioranza dei casi non è una sacroileite infiammatoria ma un dolore della cintura pelvica, che non fa male al bambino e non impedisce, nella maggior parte delle donne, un parto naturale (NHS, dolore pelvico in gravidanza).
L’esercizio aiuta. In una revisione Cochrane su 34 studi, un programma di 8-12 settimane riduceva il numero di donne con dolore lombare e pelvico, e l’esercizio in generale riduceva le assenze dal lavoro (Liddle e Pennick, 2015). Nella vita di tutti i giorni conviene vestirsi stando sedute, distribuire il peso su entrambe le gambe e dormire con un cuscino tra le ginocchia, e il fisioterapista può valutare una cintura pelvica di sostegno (NHS, dolore pelvico in gravidanza).
Dopo il parto c’è un dettaglio che conviene conoscere. In uno studio francese, un edema dell’osso vicino alla sacroiliaca compariva alla risonanza nel 33% delle donne che avevano partorito da meno di un anno, contro il 14% di chi non aveva mai partorito, e tre volte su quattro bastava a rientrare nei criteri radiologici di sacroileite (Hoballah et al., 2020). Una risonanza fatta nei mesi dopo il parto, quindi, va sempre letta insieme ai sintomi.
Come si arriva alla diagnosi
Non esiste un singolo test che confermi un dolore sacroiliaco. Una revisione sistematica ha trovato che alcune manovre di provocazione, e soprattutto la combinazione di tre o più test positivi, aiutano a distinguerlo, ma gli autori invitano alla cautela perché manca un esame di riferimento sicuro (Szadek et al., 2009).
Per il dolore meccanico gli esami di routine sono sconsigliati (NICE, mal di schiena). Quando c’è il sospetto di spondiloartrite, invece, la risonanza delle sacroiliache e gli esami del sangue servono, ma la diagnosi la fa il reumatologo mettendo insieme tutti gli elementi, perché nessun dato isolato basta (NICE, spondiloartrite).
Sacroileite, la cura con farmaci e terapie
Nella forma infiammatoria il primo farmaco è di solito un antinfiammatorio, alla dose più bassa che funziona. Se il dolore non si controlla con antinfiammatori ed esercizio, il reumatologo può proporre farmaci biologici che agiscono sull’infiammazione (NHS, spondilite anchilosante).
Nel dolore meccanico valgono le regole del mal di schiena. La NICE suggerisce di considerare un antinfiammatorio per il tempo più breve possibile e non consiglia il paracetamolo da solo (NICE, mal di schiena).
In gravidanza l’ibuprofene va evitato salvo indicazione del medico, e il paracetamolo è di solito l’antidolorifico preferito (NHS, Ibuprofen).
Su fasce, trazione, ultrasuoni, TENS e correnti interferenziali la NICE è chiara, e le sconsiglia per il mal di schiena (NICE, mal di schiena). Tecar e laser non sono tra le terapie valutate da quella linea guida, e sulla sacroiliaca non ci sono studi solidi che ne dimostrino l’utilità. Per questo non vanno considerati una cura.
Esercizi per la sacroileite e lavoro del fisioterapista
Nella spondiloartrite l’esercizio fa parte della cura. Una revisione Cochrane su 14 studi e quasi 1.600 persone ha visto che i programmi di esercizio riducevano il dolore di circa 2 punti su 10 rispetto a nessun intervento, con prove di qualità bassa, e miglioravano un po’ la funzione (Regnaux et al., 2019). Il fisioterapista lavora insieme al reumatologo con esercizi individuali, di gruppo o in acqua (NHS, spondilite anchilosante).
Nel dolore meccanico si comincia con una valutazione, che serve a escludere i segnali da medico e a vedere quali movimenti oggi tolleri. Poi si costruisce un programma di esercizio progressivo per fianchi, glutei e tronco, con la terapia manuale solo come aggiunta (NICE, mal di schiena). Qualche idea per tenere in movimento la zona lombare è raccolta nella nostra guida agli esercizi per la schiena. Quali esercizi fare, e con quale carico, si decide sulla persona, guardando anche come risponde il dolore nei giorni successivi.
E l’intervento chirurgico?
Per pochi casi di dolore sacroiliaco cronico esiste un intervento di fusione con piccoli impianti in titanio. In uno studio europeo su 103 persone, dopo due anni il dolore era sceso molto di più con l’intervento che con le cure conservative (Dengler et al., 2019). Va detto che lo studio è stato finanziato dall’azienda che produce gli impianti e che i pazienti sapevano quale trattamento ricevevano. È una scelta da valutare con uno specialista dopo che le altre strade sono state percorse.
Segnali d’allarme, quando serve il medico
L’elenco segue le pagine dell’NHS sul mal di schiena (NHS, mal di schiena) e la linea guida NICE sulla spondiloartrite (NICE, spondiloartrite).
Serve il pronto soccorso, o il 118, quando al dolore sacroiliaco si aggiungono
- debolezza, formicolio o gambe intorpidite, da tutti e due i lati;
- una parte di pelle che non senti più, all’interno delle cosce, sui genitali o vicino all’ano;
- fatica a urinare, oppure perdite di urina o di feci mai avute prima;
- una sensibilità diversa dal solito nei rapporti sessuali, o problemi di erezione comparsi da poco;
- un dolore che coinvolge anche il petto, o che è cominciato con un incidente serio.
Non guidare per andarci, fatti accompagnare o chiedi un’ambulanza.
Fatti vedere in giornata se il dolore arriva con febbre, brividi e malessere generale, se il dolore è fortissimo e improvviso o se peggiora in fretta. Per un occhio rosso, dolente e infastidito dalla luce la visita in giornata è dall’oculista.
Parlane con il medico di famiglia nei prossimi giorni se il dolore dura da qualche settimana senza cambiare, se peggiora a riposo o di notte, se perdi peso senza motivo o se ti riconosci in più domande del questionario sul dolore infiammatorio.
Domande frequenti
La sacroileite si sente da un lato solo o da tutti e due? Il dolore meccanico è spesso da un lato. Nella forma infiammatoria il dolore ai glutei può alternarsi tra destra e sinistra o essere su entrambi i lati, ed è uno dei motivi per cui conviene parlarne con il medico se dura da mesi.
Con la sacroileite posso camminare e fare sport? Di solito sì, regolando la quantità in base al dolore. Nella forma infiammatoria il movimento regolare fa parte della cura (NHS, spondilite anchilosante). Nel dolore meccanico si possono alleggerire per qualche tempo le attività che lo accendono, per poi tornarci un passo alla volta.
Ho avuto il dolore in gravidanza, passerà dopo il parto? Per molte donne sì, perché il dolore diminuisce dopo la nascita, ma in una parte dei casi resta importante (Wu et al., 2004). Se dopo il parto ti limita ancora nelle attività di tutti i giorni, parlane con il medico o con l’ostetrica.
Cosa puoi fare adesso
Rispondi alle cinque domande sul dolore infiammatorio e annota quando il dolore è più forte, di notte, al mattino o dopo uno sforzo. Se il quadro è infiammatorio, quelle note sono la base giusta per parlarne con il tuo medico di famiglia. Se il dolore segue i movimenti, restare attivo e aumentare il carico con gradualità è di solito la strada più utile. Davanti a un segnale d’allarme, invece, non aspettare. Chi scrive e che tipo di lavoro si fa al centro è descritto nella pagina di presentazione di F3.
Le informazioni di questa pagina servono a orientarti e non sostituiscono il parere del tuo medico.
Fonti
- Sieper J et al. New criteria for inflammatory back pain in patients with chronic back pain: a real patient exercise by experts from the Assessment of SpondyloArthritis international Society (ASAS). Annals of the Rheumatic Diseases, 2009. doi:10.1136/ard.2008.101501
- Zeboulon N et al. Prevalence and characteristics of uveitis in the spondyloarthropathies: a systematic literature review. Annals of the Rheumatic Diseases, 2008. doi:10.1136/ard.2007.075754
- Wu WH et al. Pregnancy-related pelvic girdle pain (PPP), I: terminology, clinical presentation, and prevalence. European Spine Journal, 2004. doi:10.1007/s00586-003-0615-y
- Liddle SD, Pennick V. Interventions for preventing and treating low-back and pelvic pain during pregnancy. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2015. doi:10.1002/14651858.CD001139.pub4
- Hoballah A et al. MRI of sacroiliac joints for the diagnosis of axial SpA: prevalence of inflammatory and structural lesions in nulliparous, early postpartum and late postpartum women. Annals of the Rheumatic Diseases, 2020. doi:10.1136/annrheumdis-2020-217208
- Szadek KM et al. Diagnostic validity of criteria for sacroiliac joint pain: a systematic review. The Journal of Pain, 2009. doi:10.1016/j.jpain.2008.09.014
- Regnaux JP et al. Exercise programmes for ankylosing spondylitis. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2019. doi:10.1002/14651858.CD011321.pub2
- Dengler J et al. Randomized trial of sacroiliac joint arthrodesis compared with conservative management for chronic low back pain attributed to the sacroiliac joint. Journal of Bone and Joint Surgery, 2019. doi:10.2106/JBJS.18.00022
- NICE. Spondyloarthritis in over 16s: diagnosis and management (NG65), pubblicata nel 2017. nice.org.uk/guidance/ng65
- NICE. Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59), ultimo aggiornamento 29 luglio 2026. nice.org.uk/guidance/ng59
- NHS. Ankylosing spondylitis, treatment. nhs.uk
- NHS. Pelvic pain in pregnancy. nhs.uk
- NHS. Ibuprofen for adults. nhs.uk
- NHS. Back pain, revisione del 5 marzo 2026. nhs.uk/conditions/back-pain
Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020, e lavora al F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR). Si occupa di disturbi muscoloscheletrici ed è ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona. È autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collabora come divulgatore con la Gazzetta dello Sport ed è docente. Pagina autore