Mal di schiena a letto, perché fa male di notte e come dormire meglio
Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 19/10/2026
Di giorno va abbastanza bene, poi arriva la sera. Ti sdrai, cerchi la posizione, ti giri da un lato e dall’altro, e la schiena continua a farsi sentire. Oppure dormi senza problemi e ti svegli alle quattro, rigido, con la voglia di alzarti. È una situazione comune, e di solito porta con sé due domande, se sia colpa del materasso e se ci sia da preoccuparsi. Nella maggior parte dei casi il dolore a letto è fastidioso ma non grave, e dipende da come la schiena tollera le posizioni e l’immobilità. C’è però un tipo di dolore notturno che non cambia con nessuna posizione e che va sempre fatto vedere al medico. Qui ti aiuto a capire in quale situazione ti trovi e cosa puoi cambiare già da stanotte.
Quando non aspettare. Se insieme al dolore compaiono debolezza o formicolio in entrambe le gambe, una zona addormentata attorno ai genitali o all’ano, difficoltà nuove con la vescica o l’intestino, chiama il 118 o vai in pronto soccorso. Se il dolore notturno è costante, non dà tregua in nessuna posizione e hai avuto un tumore, senti il medico entro la giornata. Più avanti trovi tutti i segnali d’allarme.
Tre momenti, tre dolori diversi
Davanti a un “ho mal di schiena a letto”, la prima domanda utile è quando. Ci sono tre situazioni tipiche.
- Quando ti sdrai o ti giri. Il dolore compare in certe posizioni e cala se cambi lato. È il quadro più comune ed è di tipo meccanico.
- Nella seconda metà della notte. Ti svegli verso il mattino con la schiena rigida, e muoverti ti fa stare meglio. Può essere un segno di dolore infiammatorio.
- Sempre, qualunque cosa fai. Il dolore è costante, non cambia con la posizione e non migliora con il riposo. È la situazione più rara ed è quella da non sottovalutare.
Vediamole una alla volta.
Il dolore che cambia con la posizione
Se il fastidio dipende da come sei sdraiato, la schiena sta dicendo che alcune posizioni, tenute a lungo, la irritano. Spesso succede a chi ha già un mal di schiena di giorno, come una discopatia L4-L5 o una contrattura recente.
Posizione per dormire con il mal di schiena
Su questo punto gli studi sono pochi, ed è giusto dirlo chiaramente. Una revisione del 2019 ha trovato solo quattro ricerche sul legame tra posizione nel sonno e dolore alla colonna. In generale dormire sul fianco sembrava proteggere dai sintomi al risveglio, ma gli autori concludono che gli studi di buona qualità non bastano per dare una risposta (Cary et al., 2019).
Gli stessi ricercatori hanno poi filmato per due notti, a casa loro, 53 persone con e senza dolore al risveglio. Chi si svegliava con dolore passava più tempo in posizioni scomode e dormiva peggio, ma per la zona lombare le differenze rispetto a chi stava bene non erano significative (Cary et al., 2021).
In pratica una posizione ideale per chiunque non c’è, e conviene sperimentare.
- Sul fianco, prova un cuscino tra le ginocchia, così il bacino non ruota.
- Se dormi sulla schiena, metti un cuscino sotto le ginocchia, perché spesso la zona lombare ne trae sollievo.
- A pancia in giù, se ti dà fastidio, un cuscino basso sotto la pancia può aiutare.
Se una posizione ti fa stare meglio, quella è la tua.
Il dolore che ti sveglia verso il mattino
Un mal di schiena che ti sveglia nella seconda metà della notte e migliora quando ti muovi ha caratteristiche diverse. Il dolore notturno è infatti uno dei cinque criteri usati dai reumatologi per riconoscere un mal di schiena infiammatorio, insieme all’inizio prima dei 40 anni, all’esordio lento, al miglioramento con l’attività e al mancato beneficio del riposo (Sieper et al., 2009). Le linee guida inglesi indicano il risveglio nella seconda metà della notte tra gli indizi che, sommati ad altri, giustificano una visita dal reumatologo in chi ha mal di schiena da più di tre mesi iniziato prima dei 45 anni (NICE, spondiloartrite).
Se ti ritrovi in questa descrizione, vale la pena parlarne con il tuo medico di famiglia, portando con te queste informazioni.
Il dolore notturno che non cambia con la posizione
Il dolore di notte, da solo, spaventa più di quanto dovrebbe. In un ambulatorio inglese dedicato al mal di schiena sono state seguite 482 persone consecutive. Ben 213, cioè il 44%, avevano dolore notturno e 90 lo avevano ogni notte, ma in nessuna è stata trovata una patologia grave. Gli autori concludono che il dolore notturno in sé non basta a distinguere i casi seri (Harding et al., 2005).
Una revisione pubblicata sul BMJ ha confermato che molti “segnali d’allarme” usati per il mal di schiena cambiano poco la probabilità di una malattia grave. Il dato più utile per sospettare un tumore alla colonna era avere già avuto un tumore in passato (Downie et al., 2013).
Il quadro cambia quando il dolore notturno ha certe caratteristiche. La linea guida NICE sulle metastasi vertebrali elenca tra i segnali da considerare un mal di schiena forte e continuo, che peggiora progressivamente, che aumenta tossendo, starnutendo o spingendo in bagno, e un dolore notturno che disturba il sonno. In chi ha o ha avuto un tumore, questi segnali richiedono un contatto con lo specialista entro 24 ore (NICE, metastasi vertebrali). Il dolore che non trova sollievo in nessuna posizione e non cambia con il riposo è quindi diverso dal semplice fastidio che passa girandosi sul fianco.
Materasso e mal di schiena, cosa dicono gli studi
Il materasso duro come una tavola è un consiglio molto diffuso, ma gli studi non lo confermano. In un trial spagnolo su 313 adulti con lombalgia cronica e dolore proprio a letto e al risveglio, chi ha dormito per tre mesi su un materasso di rigidità media è migliorato più di chi aveva un materasso rigido, sia nel dolore a letto sia nella disabilità (Kovacs e colleghi, 2003). In uno studio danese su 160 persone, un letto ad acqua e un materasso in schiuma sono risultati un po’ migliori di un materasso duro dopo un mese, con differenze piccole (Bergholdt et al., 2008).
Il messaggio è semplice. Il materasso rigidissimo non è una cura, e prima di spendere molto conviene provare un materasso di rigidità media, comodo per te.
Restare a letto aiuta la schiena?
Quando la schiena fa male viene voglia di restare sdraiati. Una revisione Cochrane ha confrontato il consiglio di stare a letto con quello di restare attivi. Nel mal di schiena acuto chi restava attivo aveva un po’ meno dolore e si muoveva meglio, mentre nella sciatica le differenze erano minime (Dahm et al., 2010). Il servizio sanitario inglese consiglia di non passare lunghi periodi a letto e di continuare le attività quotidiane (NHS, mal di schiena). Se hai dolore lungo la gamba, trovi un approfondimento nell’articolo sulla sciatica.
Mal di schiena al risveglio, come iniziare la giornata
Una schiena rigida al mattino, che si scioglie dopo i primi movimenti, è frequente. Alcune abitudini possono aiutare.
- Prima di alzarti, muovi le gambe e porta le ginocchia verso il petto qualche volta, se non ti dà dolore.
- Alzati passando dal fianco e spingendo con le braccia.
- Una doccia calda o una borsa dell’acqua calda avvolta in un panno può ridurre la rigidità (NHS, mal di schiena).
- Fai qualche passo per casa prima di sederti a lungo.
Sonno e dolore si influenzano a vicenda
Il dolore disturba il sonno, ma vale anche il contrario. Una revisione degli studi recenti ha concluso che dormire male prevede la comparsa e il peggioramento del dolore cronico in modo più affidabile di quanto il dolore preveda il sonno disturbato (Finan et al., 2013). Curare il sonno, quindi, fa parte della cura della schiena.
Le indicazioni del servizio sanitario inglese per l’insonnia vanno in questa direzione. Andare a letto quando hai sonno, alzarti sempre alla stessa ora, tenere la camera buia e silenziosa, evitare caffè e alcol nelle ore prima di dormire e non usare il telefono a letto (NHS, insonnia). Se i problemi di sonno durano da mesi, parlane con il tuo medico.
Come lavora il fisioterapista
Il primo passo è la valutazione. Serve a capire in quale dei tre gruppi rientri, a escludere i segnali che richiedono il medico e a verificare se il dolore notturno è legato a una condizione che peggiora anche di giorno.
Poi il lavoro segue le linee guida sul mal di schiena, cioè informazione, esercizio graduale e, se utile, terapia manuale insieme all’esercizio. Gli esami di routine di solito non servono (NICE, mal di schiena). In più si cercano insieme le posizioni per dormire più comode e un modo per affrontare il risveglio senza paura. Per la prevenzione trovi anche 5 esercizi per il mal di schiena sul nostro blog.
Segnali d’allarme, quando chiedere aiuto subito
Questi segnali riprendono le indicazioni del servizio sanitario inglese (NHS, mal di schiena) e della linea guida sulle metastasi vertebrali (NICE, metastasi vertebrali).
Emergenza, 118 o pronto soccorso, se insieme al mal di schiena noti
- perdita di forza, intorpidimento o formicolio in tutte e due le gambe;
- una zona senza sensibilità tra le gambe, sui genitali o attorno all’ano;
- difficoltà a urinare, oppure perdite di urina o feci;
- cambiamenti nuovi nella sensibilità durante i rapporti o difficoltà di erezione;
- dolore al petto, oppure il dolore è comparso dopo una caduta o un incidente.
Fatti accompagnare o chiama l’ambulanza, senza guidare.
Contatto con il medico in giornata se compaiono febbre, brividi o un malessere generale, se il dolore è violento e improvviso o peggiora rapidamente, e se hai o hai avuto un tumore e compare un dolore notturno nuovo, continuo o in peggioramento.
Visita dal medico nei prossimi giorni se il dolore non migliora con il riposo ed è peggiore di notte, se aumenta con la tosse o gli starnuti, se perdi peso senza motivo, se dura da settimane senza cambiare, o se ti svegli spesso nella seconda metà della notte con la schiena rigida.
Domande frequenti
Perché mi fa male la schiena solo quando sono sdraiato? Spesso perché alcune posizioni, mantenute a lungo, mettono sotto carico zone già irritate. Se il dolore cala cambiando posizione o alzandoti, il quadro è di solito meccanico. Se non cambia con nulla, parlane con il medico.
Un materasso in memory foam è meglio? Non ci sono prove che un materiale sia nettamente superiore. Nello studio danese il materasso in schiuma e il letto ad acqua erano solo un po’ meglio di un materasso duro (Bergholdt et al., 2008). Conta che sia di rigidità media e comodo per te.
Dormire sul divano o in poltrona può aiutare? Per qualche notte, se è l’unico modo per riposare, non c’è nulla di male. A lungo andare però conviene tornare a letto e cercare lì la posizione più comoda, così il sonno resta regolare.
Cosa puoi fare adesso
Stanotte prova a capire quando la schiena fa male, mentre ti sdrai, verso il mattino o sempre. Se dipende dalla posizione, sperimenta i cuscini e muoviti con calma appena sveglio. Se ti svegli spesso nella seconda metà della notte con la schiena rigida, annotalo e parlane con il tuo medico. Se il dolore è costante e non cambia con nulla, non aspettare e fatti visitare. Per conoscere chi scrive questi articoli e il lavoro del centro, c’è una pagina dedicata a F3.
Le informazioni di questo articolo sono generali e non sostituiscono il parere del medico.
Fonti
- Harding IJ et al. The symptom of night pain in a back pain triage clinic. Spine, 2005. doi:10.1097/01.brs.0000176313.02258.5e
- Downie A et al. Red flags to screen for malignancy and fracture in patients with low back pain: systematic review. BMJ, 2013. doi:10.1136/bmj.f7095
- NICE. Spinal metastases and metastatic spinal cord compression (NG234), pubblicata il 6 settembre 2023. nice.org.uk/guidance/ng234
- Sieper J et al. New criteria for inflammatory back pain in patients with chronic back pain: a real patient exercise by experts from the Assessment of SpondyloArthritis international Society (ASAS). Annals of the Rheumatic Diseases, 2009. doi:10.1136/ard.2008.101501
- Cary D et al. Identifying relationships between sleep posture and non-specific spinal symptoms in adults: a scoping review. BMJ Open, 2019. doi:10.1136/bmjopen-2018-027633
- Cary D et al. Examining relationships between sleep posture, waking spinal symptoms and quality of sleep: a cross sectional study. PLoS One, 2021. doi:10.1371/journal.pone.0260582
- Kovacs FM et al. Effect of firmness of mattress on chronic non-specific low-back pain: randomised, double-blind, controlled, multicentre trial. The Lancet, 2003. doi:10.1016/S0140-6736(03)14792-7
- Bergholdt K et al. Better backs by better beds? Spine, 2008. doi:10.1097/BRS.0b013e3181695d3b
- Dahm KT et al. Advice to rest in bed versus advice to stay active for acute low-back pain and sciatica. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2010. doi:10.1002/14651858.CD007612.pub2
- Finan PH et al. The association of sleep and pain: an update and a path forward. The Journal of Pain, 2013. doi:10.1016/j.jpain.2013.08.007
- NICE. Spondyloarthritis in over 16s: diagnosis and management (NG65), pubblicata nel 2017. nice.org.uk/guidance/ng65
- NICE. Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59), ultimo aggiornamento 29 luglio 2026. nice.org.uk/guidance/ng59
- NHS. Back pain, revisione del 5 marzo 2026. nhs.uk/conditions/back-pain
- NHS. Insomnia. nhs.uk/conditions/insomnia
Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020, e lavora al F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR). Si occupa di disturbi muscoloscheletrici ed è ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona. È autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collabora come divulgatore con la Gazzetta dello Sport ed è docente. Pagina autore