Protrusione discale lombare, cosa dice il referto e cosa aiuta davvero
Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 30/10/2026
“Nel referto c’è scritto protrusione L4-L5 e L5-S1. È l’inizio di un’ernia? Devo smettere di allenarmi?” Chi mi fa questa domanda di solito ha letto la parola su un foglio e da quel momento ha paura di muoversi. Una protrusione è un reperto molto comune, che si trova spesso anche in persone senza alcun dolore, e nella maggior parte dei casi il mal di schiena che l’accompagna migliora restando attivi. Qui ti spiego cosa descrive quella parola, come pesarla rispetto ai tuoi sintomi, cosa dicono gli studi su esercizio e farmaci e quando invece serve un medico in fretta.
Quando non aspettare. Una protrusione di rado crea un’emergenza, ma alcuni sintomi non vanno mai rimandati. Gambe entrambe deboli o formicolanti, insensibilità della zona intima, difficoltà a fare pipì o perdite che non controlli richiedono il 118 o l’accesso al pronto soccorso nel giro di poche ore, così come un mal di schiena nato da un incidente stradale o da una caduta importante. L’elenco completo, con i casi da portare al medico di famiglia, è nella sezione sui segnali d’allarme.
Cosa vuol dire protrusione discale
Ogni disco della colonna è un cuscinetto con un guscio esterno resistente e un centro più morbido. Con gli anni il disco cambia, perde acqua e altezza, e il suo bordo può allargarsi oltre lo spazio tra le due vertebre. Il radiologo usa parole diverse a seconda della forma che vede.
- Bulging, quando il bordo del disco si allarga in modo diffuso, per un tratto ampio della sua circonferenza.
- Protrusione, quando il disco sporge in un punto preciso ma la parte che sporge ha una base larga e resta attaccata al resto del disco.
- Estrusione, quando il materiale esce di più e la parte sporgente è più larga della sua base, un po’ come un fungo.
Sono descrizioni della forma del disco nell’immagine. Non dicono quanto fa male, se il nervo è irritato o come andrà nei prossimi mesi.
Differenza tra ernia e protrusione
Molte persone pensano alla protrusione come al primo gradino di una scala che porta per forza all’ernia. Non è così. Nella classificazione usata dai radiologi la protrusione è già una forma di ernia, la più “contenuta”, mentre l’estrusione e il sequestro sono le forme in cui il materiale esce di più. Nei referti italiani però la parola ernia si usa spesso solo per queste ultime, e da qui nasce la confusione.
Una protrusione non diventa necessariamente un’estrusione, e un’ernia più grande non significa per forza più dolore. Se vuoi conoscere le forme più voluminose e cosa succede quando comprimono un nervo, trovi tutto nella guida sull’ernia del disco.
La protrusione spiega il tuo mal di schiena?
Qui serve equilibrio, perché i dati vanno in due direzioni.
Da un lato, la protrusione si vede spesso anche in chi sta bene. In uno studio classico 98 persone senza mal di schiena hanno fatto una risonanza lombare, e solo il 36% aveva tutti i dischi normali. Il bulging compariva nel 52% e la protrusione nel 27%, mentre l’estrusione era rara, appena l’1% (Jensen et al., 1994). Gli autori concludevano che in chi ha mal di schiena questi reperti possono essere spesso una coincidenza.
Dall’altro lato, una meta-analisi successiva ha messo a confronto persone sotto i cinquant’anni che soffrivano di mal di schiena e coetanei che non ne soffrivano, e la protrusione risultava circa due volte e mezzo più probabile in chi aveva dolore (Brinjikji et al., 2015). Il reperto quindi non è del tutto irrilevante, ma da solo non basta a dire che il tuo dolore viene da lì.
Le parole del referto possono anche cambiare le cure. In uno studio americano i referti che riportavano anche quanto sono comuni questi reperti nelle persone senza dolore erano associati a meno prescrizioni di oppioidi (McCullough et al., 2012). Conoscere il contesto aiuta a non trattare una parola invece della persona.
Protrusione discale, i sintomi
Molte protrusioni non danno sintomi. Quando il disco è coinvolto nel dolore, i disturbi più comuni sono questi:
- dolore nella parte bassa della schiena, che può aumentare stando seduti a lungo o piegandosi in avanti;
- una schiena più rigida appena sveglio o quando ti rialzi dopo tanto tempo fermo;
- dolore che scende nel gluteo o nella coscia;
- più raramente formicolio o dolore lungo la gamba fino al piede, se la protrusione irrita una radice nervosa.
Il servizio sanitario inglese segnala anche il dolore che peggiora con starnuti, tosse o sforzo sul water tra i motivi per sentire il medico, senza urgenza (NHS, Back pain). Quando il dolore alla gamba supera quello alla schiena il quadro si avvicina alla sciatica.
Protrusione L4-L5 e L5-S1
Sono i due dischi più bassi della colonna e i livelli che si leggono più spesso nei referti lombari, anche insieme. Il livello indica soprattutto dove guardare se c’è dolore alla gamba, perché ogni radice nervosa corrisponde a una zona della gamba e del piede. Il livello da solo, invece, non dice quanto è serio il problema. Sul sito trovi due approfondimenti dedicati alla discopatia L5-S1 e alla discopatia L4-L5.
Serve rifare la risonanza?
Raramente. Una meta-analisi pubblicata su Lancet ha raccolto sei studi con oltre 1.800 persone con mal di schiena senza segni di malattie gravi, e fare subito un esame di immagine non migliorava né il dolore né la funzione rispetto alle cure abituali, né nei primi tre mesi né a un anno (Chou et al., 2009). Anche la linea guida inglese chiede di non prescrivere esami di immagine come routine fuori dall’ambito specialistico (NICE NG59).
Ripetere la risonanza a distanza di qualche mese per “vedere se la protrusione è cambiata” serve di rado, perché la cura si regola su come stai, non sull’immagine. Un nuovo esame ha senso se compaiono segnali d’allarme o se uno specialista sta valutando un intervento.
La protrusione può ridursi?
A volte sì. Nella revisione che ha seguito nel tempo persone con ernia lombare curate senza intervento, la protrusione si riduceva nel 41% dei casi, contro il 70% delle estrusioni e il 96% dei sequestri (Chiu et al., 2015). Può sembrare strano che la forma più piccola regredisca meno spesso, ma non è una cattiva notizia. Il dolore non segue l’immagine passo per passo, e molte persone stanno meglio anche con una protrusione che resta visibile al controllo.
Protrusione discale, cosa fare
Il consiglio più solido è anche il più semplice, cioè continuare a muoversi. L’NHS invita a mantenere le attività quotidiane ed evitare di restare a letto a lungo, e ricorda che il mal di schiena spesso migliora in qualche settimana (NHS, Back pain). La NICE chiede di spiegare alla persona cosa sta succedendo e di incoraggiarla a riprendere le attività normali (NICE NG59).
Qualche indicazione pratica:
- spezza le lunghe ore da seduto con una camminata o qualche passo ogni mezz’ora;
- prova il calore sulla schiena, che l’NHS suggerisce per la rigidità e gli spasmi;
- non serve eliminare lo sport, ma conviene ridurre per un periodo i carichi e i gesti che ti scatenano il dolore e poi reintrodurli a piccoli passi;
- se di notte fai fatica a trovare una posizione, trovi qualche idea nell’articolo sul mal di schiena a letto.
Protrusione discale, cosa prendere
Prima di qualsiasi farmaco è bene parlarne con il medico o il farmacista. Per il mal di schiena la NICE suggerisce di valutare gli antinfiammatori per bocca usando la dose minima che funziona e per pochi giorni o settimane, tenendo conto dei rischi per stomaco, reni e cuore, e sconsiglia il paracetamolo da solo (NICE NG59). La stessa linea guida non raccomanda gli oppioidi nel mal di schiena cronico.
Protrusione discale, esercizi
Quando il dolore dura da più di tre mesi, l’esercizio è la cura con più studi alle spalle. La revisione Cochrane del 2021 ha raccolto 249 studi e ha trovato che l’esercizio riduce probabilmente il dolore in modo rilevante rispetto a nessun trattamento o alle cure abituali, con un beneficio più piccolo sulla funzione e prove di certezza moderata (Hayden et al., 2021). La revisione riguarda il mal di schiena cronico in generale, non solo chi ha una protrusione.
Qualche esempio da cui partire, sempre senza forzare:
- camminata a passo svelto, aumentando di qualche minuto alla settimana;
- da sdraiato a pancia in su, portare un ginocchio al petto con le mani e poi l’altro, tenendo qualche secondo;
- da seduto su una sedia, alzarsi e risedersi lentamente senza appoggiare le mani, per dieci volte;
- in piedi, piegarsi in avanti lasciando scendere le braccia verso le ginocchia e poi tornare dritti, nel limite in cui il movimento resta tollerabile.
Un leggero fastidio durante l’esercizio è accettabile se si calma in poco tempo. Se invece il dolore scende lungo la gamba o il giorno dopo stai chiaramente peggio, riduci o cambia esercizio. Altre idee per tenere attiva la schiena le trovi nell’articolo con gli esercizi di prevenzione del blog.
Come lavora il fisioterapista
Il fisioterapista parte dai sintomi, non dal referto. Valuta i movimenti che provocano o riducono il dolore, controlla forza, sensibilità e riflessi delle gambe e cerca i segnali che richiedono il medico. Poi costruisce un programma di esercizio graduale e ti aiuta a riprendere le attività che hai lasciato per paura. La NICE ammette tecniche manuali e massaggio solo dentro un percorso che includa l’esercizio, e sconsiglia per il mal di schiena trazione, corsetti, ultrasuoni, TENS e terapia interferenziale (NICE NG59). Anche la Tecar non ha prove di buona qualità per la protrusione e non va presentata come una cura.
E l’intervento?
Per una protrusione con solo mal di schiena l’intervento non è indicato. La NICE considera la chirurgia di decompressione solo per chi ha sciatica che non migliora con le cure non chirurgiche e una risonanza coerente con i sintomi (NICE NG59). Diventa urgente solo davanti ai segnali d’allarme descritti qui sotto.
Segnali d’allarme, quando serve il medico
L’elenco riprende quello del servizio sanitario inglese, adattato ai numeri italiani (NHS, Back pain).
Subito al pronto soccorso o al 118 quando il dolore alla schiena arriva insieme a uno di questi segnali:
- tutte e due le gambe che fanno male, formicolano, si indeboliscono o diventano insensibili;
- zona genitale o anale che non senti più come prima;
- fatica a svuotare la vescica oppure perdite di pipì o di feci;
- cambiamenti nella sensibilità intima o nella vita sessuale;
- dolore al torace;
- un incidente serio da cui è partito tutto.
In questi casi è meglio non mettersi al volante e farsi portare da qualcuno.
Contatto con il medico lo stesso giorno se hai febbre, brividi o una sensazione di malessere generale, e se il dolore è fortissimo, è partito di colpo o cresce in fretta.
Medico nei giorni successivi se dopo qualche settimana di cure a casa non migliori, se il dolore non passa a riposo o è peggiore di notte, se dimagrisci senza motivo, se noti un gonfiore sulla schiena o se il dolore ti impedisce le attività di tutti i giorni.
Domande frequenti
Con una protrusione posso andare in palestra? In genere sì. L’NHS indica camminata, nuoto, yoga e pilates tra le attività utili per il mal di schiena e invita a fermare solo gli esercizi che peggiorano il dolore (NHS, Back pain). I carichi si riprendono in modo graduale.
Ho protrusioni su più dischi, è grave? Non necessariamente. Nello studio su persone senza mal di schiena più di un disco alterato compariva nel 38% dei casi (Jensen et al., 1994). Contano i sintomi e come cambiano nel tempo.
La protrusione cervicale è la stessa cosa? La parola ha lo stesso significato, ma sintomi, segnali d’allarme ed esercizi del collo sono diversi. Questa guida riguarda la zona lombare.
Cosa puoi fare adesso
Rileggi il referto sapendo che la protrusione descrive una forma del disco, molto comune anche in chi non ha dolore, e non una condanna. Resta attivo, inserisci un po’ di esercizio nella settimana e tieni presenti i pochi segnali che chiedono una visita rapida. Il mio percorso di studio e di ricerca è raccontato nella mia pagina sul sito di F3.
Questa guida offre informazioni generali sulla protrusione discale lombare. Per decidere cosa è giusto nel tuo caso serve una valutazione di persona.
Fonti
- Jensen MC et al. Magnetic resonance imaging of the lumbar spine in people without back pain. New England Journal of Medicine, 1994. doi:10.1056/NEJM199407143310201
- Brinjikji W et al. MRI findings of disc degeneration are more prevalent in adults with low back pain than in asymptomatic controls: a systematic review and meta-analysis. American Journal of Neuroradiology, 2015. doi:10.3174/ajnr.A4498
- McCullough BJ et al. Lumbar MR imaging and reporting epidemiology: do epidemiologic data in reports affect clinical management? Radiology, 2012. doi:10.1148/radiol.11110618
- Chou R et al. Imaging strategies for low-back pain: systematic review and meta-analysis. Lancet, 2009. doi:10.1016/S0140-6736(09)60172-0
- Chiu CC et al. The probability of spontaneous regression of lumbar herniated disc: a systematic review. Clinical Rehabilitation, 2015. doi:10.1177/0269215514540919
- Hayden JA et al. Exercise therapy for chronic low back pain. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2021. doi:10.1002/14651858.CD009790.pub2
- NICE. Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59). nice.org.uk/guidance/ng59
- NHS. Back pain, revisione del 5 marzo 2026. nhs.uk/conditions/back-pain
Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020, e lavora al F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR). Si occupa di disturbi muscoloscheletrici ed è ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona. È autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collabora come divulgatore con la Gazzetta dello Sport ed è docente. Pagina autore