Ernia del disco lombare, sintomi, tempi di recupero e quando serve operarsi

Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 29/10/2026

“La risonanza dice ernia L5-S1. Adesso devo operarmi?” È una delle domande che sento più spesso, quasi sempre fatta con il referto in mano e molta preoccupazione. Nella maggior parte dei casi la risposta è no, perché il dolore da ernia lombare tende a migliorare nel giro di settimane o mesi e il materiale del disco uscito può perfino riassorbirsi da solo. In questa guida ti spiego come riconoscere i sintomi, cosa fare nelle prime settimane, cosa dicono gli studi su farmaci e intervento e quali segnali chiedono invece una visita urgente.

Quando non aspettare. Un’ernia lombare può comprimere le radici nervose che controllano vescica, intestino e sensibilità della zona intima. Se non riesci a urinare, perdi urina o feci senza accorgertene, senti addormentata la zona tra le gambe o intorno all’ano, oppure una o entrambe le gambe perdono forza o sensibilità, chiama il 118 o fatti accompagnare in pronto soccorso senza aspettare. Gli altri segnali sono elencati più avanti.

Che cos’è un’ernia del disco

Tra una vertebra e l’altra c’è un disco, fatto di un anello esterno fibroso e di un nucleo interno più morbido. Si parla di ernia quando una parte del disco esce dal suo spazio normale e può arrivare a toccare o irritare una radice nervosa vicina. Nella zona lombare i livelli più coinvolti sono L4-L5 e L5-S1, cioè i due dischi più bassi.

Nei referti trovi parole diverse per descrivere quanto il disco è uscito.

  • Bulging, quando il disco sporge in modo largo e uniforme.
  • Protrusione, quando sporge in un punto ma resta ancorato alla sua base.
  • Estrusione o ernia espulsa, quando il materiale esce più decisamente.
  • Sequestro o ernia migrata, quando un frammento si stacca dal disco.

Queste parole descrivono una forma, non la gravità del dolore. Se vuoi approfondire i livelli più bassi trovi sul sito le guide sulla discopatia L5-S1 e sulla discopatia L4-L5.

Ernia del disco, i sintomi

L’ernia lombare può dare soprattutto questi sintomi (NHS, Slipped disc):

  • mal di schiena lombare, che a volte pesa meno del dolore alla gamba;
  • dolore che scende nel gluteo e lungo la gamba, spesso fin sotto il ginocchio, se il disco irrita il nervo sciatico;
  • formicolio o intorpidimento in una zona precisa della gamba o del piede;
  • difficoltà a piegarsi o raddrizzarsi e, nei casi più marcati, debolezza di alcuni muscoli.

Quando il dolore alla gamba prevale su quello alla schiena si parla di sciatica, e l’ernia è una delle cause più comuni. Trovi esercizi e consigli specifici nell’articolo sulla sciatica. Molte ernie, invece, non danno alcun sintomo, come ricorda anche il servizio sanitario inglese.

L’ernia che trovi nel referto spiega il dolore?

Non sempre. In una revisione che ha raccolto le immagini di oltre 3.000 persone senza mal di schiena, il disco sporgente compariva in tre ventenni su dieci e saliva all’84% a ottant’anni, mentre una protrusione vera e propria si vedeva in quasi un terzo dei più giovani e in poco meno della metà dei più anziani (Brinjikji et al., 2015). Vuol dire che l’ernia vista in risonanza conta davvero solo quando corrisponde a quello che senti, per esempio un dolore alla gamba che segue il percorso della radice compressa.

Per lo stesso motivo le linee guida inglesi chiedono di non prescrivere esami di immagine come abitudine fuori dall’ambito specialistico, e di farli solo quando il risultato può cambiare le scelte di cura (NICE NG59). La risonanza diventa utile davanti a un segnale d’allarme o quando si valuta un intervento.

L’ernia si riassorbe da sola?

Spesso sì, ed è una delle notizie più rassicuranti per chi ha appena ricevuto la diagnosi. Una revisione sistematica ha raccolto gli studi su persone curate senza intervento e controllate con due esami a distanza di tempo (Chiu et al., 2015). La probabilità che l’ernia si riducesse era questa:

  • 96% per le ernie sequestrate;
  • 70% per le ernie espulse;
  • 41% per le protrusioni;
  • 13% per i bulging.

La scomparsa completa riguardava il 43% delle ernie sequestrate e il 15% di quelle espulse. Il dato sorprende, perché proprio le ernie che sul referto sembrano più grandi e “brutte” sono quelle che si riassorbono più spesso. Lo studio non indica tempi precisi, e il dolore può migliorare anche prima che l’ernia si riduca.

Ernia del disco, cosa fare nelle prime settimane

Il consiglio dell’NHS è restare attivi con movimenti dolci come camminare, nuotare o lo yoga, riposando solo se all’inizio il dolore è molto forte (NHS, Slipped disc). Anche la NICE chiede di spiegare alla persona che cosa sta succedendo e di incoraggiarla a continuare le attività normali (NICE NG59).

Anche nella sciatica il letto non porta vantaggi. Negli studi raccolti dalla Cochrane, chi riceveva l’indicazione di riposare sdraiato non aveva meno dolore di chi era invitato a muoversi (Dahm et al., 2010). Le giornate passate distesi non fanno guarire prima e tolgono forza e fiducia nel movimento.

In pratica può aiutarti così:

  1. alterna brevi camminate a pause in una posizione che dà sollievo;
  2. aumenta un poco ogni giorno il tempo in cui riesci a muoverti senza peggiorare;
  3. rimanda per qualche settimana i carichi pesanti e gli sport con salti o torsioni;
  4. tieni nota di come cambiano dolore alla gamba e formicolio, utile da riferire al medico.

Per la notte trovi qualche suggerimento sulle posizioni nell’articolo sul mal di schiena a letto.

Ernia del disco, cosa prendere

I farmaci vanno scelti con il medico, ma sapere cosa dicono gli studi aiuta ad avere aspettative realistiche.

  • Antinfiammatori. In una revisione Cochrane su 10 studi e oltre 1.600 persone con sciatica, l’effetto sul dolore rispetto al placebo non era significativo, con prove di qualità molto bassa, mentre il miglioramento generale riferito era un po’ più frequente e gli effetti indesiderati aumentavano (Rasmussen-Barr et al., 2016). La NICE chiede di tenere presente il rischio di danni e le prove limitate di beneficio (NICE NG59).
  • Pregabalin e gabapentin. In uno studio australiano su 209 persone con sciatica, chi prendeva pregabalin aveva un dolore alla gamba simile a chi prendeva il placebo, sia dopo due mesi sia dopo dodici, ma con più effetti indesiderati, in particolare capogiri (Mathieson et al., 2017).
  • Cortisone per bocca e benzodiazepine. La NICE sconsiglia per la sciatica gabapentinoidi, altri antiepilettici, cortisone per bocca e benzodiazepine, perché non c’è un beneficio complessivo e ci sono prove di danno. Sconsiglia anche gli oppioidi nella sciatica cronica (NICE NG59).

Nei casi di sciatica acuta e molto intensa la stessa linea guida considera le infiltrazioni epidurali di anestetico e cortisone, una scelta che spetta allo specialista.

Quanto dura un’ernia del disco

Il servizio sanitario inglese dice che di solito l’ernia migliora lentamente con il movimento dolce e gli antidolorifici, e invita a parlarne con il medico se dopo alcune settimane il dolore non accenna a calare (NHS, Slipped disc). Anche nei casi più impegnativi la prognosi è buona. Nello studio olandese descritto più avanti, su persone con sciatica forte da almeno sei settimane, a un anno il 95% riferiva di essere guarito, sia nel gruppo operato sia in quello che aveva aspettato (Peul et al., 2007).

Come lavora il fisioterapista

Il primo compito del fisioterapista è capire da dove viene il dolore, controllare forza, sensibilità e riflessi della gamba e riconoscere i casi da inviare al medico. Poi ti aiuta a capire cosa sta succedendo e a riprendere il movimento in modo graduale, con esercizi adattati a quello che riesci a fare. La NICE prevede programmi di esercizio per chi ha un episodio di mal di schiena con o senza sciatica, e ammette le tecniche manuali e il massaggio solo dentro un percorso che comprenda l’esercizio (NICE NG59).

La stessa linea guida dice di non usare trazione, cinture o corsetti, ultrasuoni, TENS, terapia interferenziale e agopuntura per il mal di schiena con o senza sciatica. La Tecar non compare tra le terapie valutate dalla NICE e mancano studi di buona qualità che ne dimostrino l’utilità nell’ernia del disco, quindi non va considerata una cura.

Ernia del disco, esercizi

Gli esercizi non servono a “rimettere a posto” il disco ma a restare in movimento, a ridurre la sensibilità della zona e a recuperare forza. Qualche esempio da provare senza forzare, smettendo se il dolore alla gamba aumenta o scende più in basso:

  • camminate brevi e frequenti, allungando la durata man mano che la gamba lo permette;
  • da sdraiato a pancia in su con le ginocchia piegate, sollevare il bacino qualche centimetro dal pavimento e riappoggiarlo lentamente;
  • a pancia in giù, appoggiarsi sugli avambracci per qualche respiro, solo se questa posizione dà sollievo e non porta il dolore verso il piede;
  • a quattro zampe, allungare un braccio in avanti mantenendo la schiena ferma, poi l’altro.

Non esiste una serie uguale per tutti. Se un esercizio peggiora i sintomi alla gamba va cambiato. Per mantenere la schiena attiva una volta passata la fase più acuta puoi guardare anche i 5 esercizi per prevenire il mal di schiena del nostro blog.

Ernia del disco, quando serve l’operazione

L’intervento più comune è la microdiscectomia, che toglie la parte di disco che comprime il nervo. Lo studio olandese che ho citato ha diviso in due gruppi 283 pazienti la cui sciatica intensa durava da un mese e mezzo a tre mesi, uno operato subito e uno che proseguiva le cure conservative (Peul et al., 2007). Chi veniva operato aveva sollievo dal dolore alla gamba più in fretta, ma a un anno i risultati erano simili. Nel gruppo dell’attesa il 39% è stato comunque operato, in media dopo circa quattro mesi.

Una revisione che ha confrontato intervento e percorsi basati sull’attività fisica arriva alla stessa conclusione per l’ernia, con un vantaggio della chirurgia solo nel breve periodo e senza differenze significative più avanti su dolore alla gamba e alla schiena (Fernandez et al., 2016). Gli autori segnalano però che mancano prove di alta qualità.

L’intervento è quindi una scelta da fare con lo specialista, non un obbligo. La NICE lo considera quando le cure non chirurgiche non hanno migliorato dolore o funzione e la risonanza corrisponde ai sintomi (NICE NG59). Diventa urgente in presenza dei segnali descritti qui sotto, come la perdita di controllo di vescica o intestino o una debolezza che peggiora.

Segnali d’allarme, quando andare dal medico

Le indicazioni seguono il servizio sanitario inglese (NHS, Slipped disc).

Pronto soccorso o 118 subito se il mal di schiena o la sciatica si accompagnano a:

  • intorpidimento intorno all’ano o ai genitali;
  • incapacità di urinare;
  • perdita di urina o feci che non riesci a controllare;
  • perdita di sensibilità in una o in entrambe le gambe;
  • un esordio dopo un incidente serio, per esempio stradale.

In questi casi non metterti alla guida, fatti portare da qualcuno o chiama un’ambulanza.

Medico di famiglia nei giorni successivi se gli antidolorifici non bastano, se dopo alcune settimane non vedi miglioramenti, se il dolore peggiora di notte, se hai febbre alta o brividi, se perdi peso senza motivo o se noti un gonfiore sulla schiena. Parlane presto anche se la debolezza o l’intorpidimento alla gamba aumentano invece di diminuire.

Domande frequenti

Ernia e protrusione sono la stessa cosa? La protrusione è una forma di ernia in cui il disco sporge restando ancorato alla sua base. Nei referti le due parole a volte vengono usate in modo intercambiabile, ma il dolore dipende da quanto il disco irrita il nervo, non dal nome.

Posso continuare ad allenarmi con un’ernia? Spesso sì, adattando carichi e movimenti per qualche settimana. Camminare, nuotare e lo yoga sono tra le attività suggerite dall’NHS (NHS, Slipped disc). Gli sport con salti, torsioni e carichi pesanti si riprendono in modo graduale.

Un’ernia operata può tornare? Sì, può succedere, ed è uno dei temi da discutere con lo specialista prima di decidere. Anche dopo l’intervento il movimento e l’esercizio restano la base del recupero.

Cosa puoi fare adesso

Muoviti ogni giorno con camminate brevi, osserva come evolve il dolore alla gamba e ripassa i segnali d’allarme, che sono il vero motivo per cui farsi vedere in fretta. Ricorda che molte ernie si riducono con il tempo e che, anche quando si arriva all’intervento, a distanza di un anno i risultati sono simili a quelli di chi ha aspettato. Se vuoi sapere chi sono e di cosa mi occupo, trovi tutto nella pagina autore del sito.

I contenuti di questa pagina descrivono l’ernia del disco lombare in generale e non sostituiscono la visita, perché ogni schiena ha una storia diversa.

Fonti

  • Chiu CC et al. The probability of spontaneous regression of lumbar herniated disc: a systematic review. Clinical Rehabilitation, 2015. doi:10.1177/0269215514540919
  • Peul WC et al. Surgery versus prolonged conservative treatment for sciatica. New England Journal of Medicine, 2007. doi:10.1056/NEJMoa064039
  • Fernandez M et al. Surgery or physical activity in the management of sciatica: a systematic review and meta-analysis. European Spine Journal, 2016. doi:10.1007/s00586-015-4148-y
  • Mathieson S et al. Trial of pregabalin for acute and chronic sciatica. New England Journal of Medicine, 2017. doi:10.1056/NEJMoa1614292
  • Rasmussen-Barr E et al. Non-steroidal anti-inflammatory drugs for sciatica. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2016. doi:10.1002/14651858.CD012382
  • Dahm KT et al. Advice to rest in bed versus advice to stay active for acute low-back pain and sciatica. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2010. doi:10.1002/14651858.CD007612.pub2
  • Brinjikji W et al. Systematic literature review of imaging features of spinal degeneration in asymptomatic populations. American Journal of Neuroradiology, 2015. doi:10.3174/ajnr.A4173
  • NICE. Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59), ultimo aggiornamento 29 luglio 2026. nice.org.uk/guidance/ng59
  • NHS. Slipped disc, revisione del 24 aprile 2024. nhs.uk/conditions/slipped-disc

Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020, e lavora al F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR). Si occupa di disturbi muscoloscheletrici ed è ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona. È autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collabora come divulgatore con la Gazzetta dello Sport ed è docente. Pagina autore