Stenosi lombare, perché le gambe cedono camminando e cosa aiuta davvero

Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 31/10/2026

“Dopo dieci minuti di passeggiata le gambe diventano di piombo e devo cercare una panchina. Mi siedo, passa tutto, riparto e dopo un po’ ricomincia. Il medico dice stenosi lombare. Dovrò operarmi?” È una domanda che sento spesso da persone sopra i sessant’anni, preoccupate di perdere l’autonomia. La stenosi lombare è frequente con l’età, non peggiora per forza e nella maggior parte dei casi si affronta senza intervento, con il movimento e un programma di esercizi. Qui trovi come si riconosce, cosa dicono gli studi sulle diverse cure e quali segnali non vanno rimandati.

Quando non aspettare. La stenosi di solito cambia lentamente, nell’arco di mesi o anni. Se però insieme al mal di schiena perdi la sensibilità tra le gambe o attorno all’ano, non riesci più a urinare o non trattieni urina e feci, oppure senti tutte e due le gambe che si indeboliscono in poco tempo, vai subito in pronto soccorso o chiama il 118. Gli altri casi sono più avanti, tra i segnali d’allarme.

Cos’è la stenosi del canale lombare

Dentro la colonna vertebrale corre un canale che contiene le radici nervose dirette alle gambe. Stenosi significa restringimento. Con gli anni le articolazioni tra le vertebre si ingrossano, i legamenti si ispessiscono e i dischi perdono altezza, e tutti questi cambiamenti tolgono spazio ai nervi. Per questo si parla di stenosi “degenerativa”, che riguarda soprattutto le persone più anziane.

Nei referti trovi parole diverse a seconda di dove si trova il restringimento.

  • Stenosi del canale vertebrale o centrale, quando si stringe il canale principale.
  • Stenosi foraminale, quando si stringe uno dei forami, cioè i passaggi laterali da cui esce ogni radice nervosa. In questo caso i sintomi interessano più spesso una sola gamba.
  • Stenosi spinale, il termine generale, che vale anche per il collo.

Una revisione su JAMA stima che la sindrome clinica della stenosi lombare riguardi circa l’11% degli adulti negli Stati Uniti, con una frequenza che cresce con l’età (Katz et al., 2022).

Stenosi lombare, i sintomi

Il disturbo più tipico, la claudicatio neurogena, ha un paragrafo a sé. Accanto a questo possono comparire:

  • mal di schiena, spesso presente da anni, che non è sempre il sintomo principale;
  • dolore, pesantezza o crampi a glutei, cosce e polpacci quando stai in piedi a lungo o cammini;
  • formicolio, intorpidimento o sensazione di debolezza alle gambe, a volte da un solo lato;
  • sollievo quando ti siedi, ti pieghi in avanti o ti appoggi a qualcosa.

Spesso si fa meno fatica spingendo il carrello della spesa o in bicicletta, con la schiena un po’ piegata in avanti.

La claudicatio neurogena, il segnale più tipico

Claudicatio vuol dire zoppicare. Nella forma neurogena il dolore o la pesantezza alle gambe compaiono camminando o restando in piedi e passano dopo qualche minuto da seduti o piegati in avanti. La revisione di Katz spiega che la diagnosi si basa proprio su questo racconto, cioè su un dolore alla schiena e alle gambe che peggiora quando la colonna si estende e migliora quando si flette, confermato poi da una TAC o da una risonanza (Katz et al., 2022).

Un dolore ai polpacci camminando può avere anche un’origine circolatoria, che dipende dalle arterie delle gambe. Per questo la valutazione del medico resta il primo passo, soprattutto se il dolore passa fermandosi in piedi senza bisogno di sedersi.

Il referto dice stenosi, ma conta quello che senti

Una stenosi alla risonanza non basta per parlare di malattia. In una meta-analisi su 55 gruppi di persone, la stenosi si vedeva negli esami di circa l’11% di chi non aveva alcun sintomo (Jensen et al., 2020). Molti studi inclusi avevano limiti importanti, quindi è una stima.

Il restringimento però non è sempre innocuo. In un campione di adulti americani, tra i segni di usura della colonna visti alla TAC la stenosi era l’unico associato al mal di schiena (Kalichman et al., 2010). Il referto va letto insieme ai sintomi e alla distanza che riesci a percorrere.

Come evolve senza intervento

Nelle persone seguite fino a tre anni senza operazione, circa un terzo riferiva un miglioramento, circa metà restava stabile e tra il 10 e il 20% sentiva peggiorare schiena, gambe o cammino (Katz et al., 2022).

Stenosi lombare, cosa fare

Secondo la revisione di Katz il primo approccio è fatto di tre elementi, cioè modificare le attività che scatenano i sintomi, ridurre il dolore con i farmaci adatti e lavorare con un fisioterapista (Katz et al., 2022). Qualche indicazione pratica:

  1. non smettere di camminare, ma spezza il percorso in tratti brevi con una pausa seduto prima che le gambe diventino pesanti, allungando i tratti un po’ alla volta;
  2. nelle camminate lunghe appoggiati a un carrello o a un bastone;
  3. con cyclette e bicicletta spesso ci si allena più a lungo e con meno sintomi;
  4. per le notti difficili ci sono alcuni suggerimenti sulle posizioni nella guida al mal di schiena a letto.

Stenosi lombare, cosa prendere

Ogni farmaco va concordato con il medico, tanto più se prendi già altre terapie. Il servizio sanitario inglese indica gli antinfiammatori come l’ibuprofene tra le possibili opzioni per il mal di schiena, ricordando che non vanno bene per tutti, e sconsiglia il paracetamolo da solo (NHS, Back pain).

C’è poi un risultato meno noto. In uno studio controllato il pregabalin, un farmaco usato per il dolore dei nervi, non si è dimostrato migliore di un placebo attivo nel ridurre il dolore camminando o le limitazioni nelle persone con claudicatio neurogena (Markman et al., 2015). Lo studio era piccolo, 29 persone.

E le infiltrazioni?

In uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine 400 persone con stenosi e dolore alle gambe hanno ricevuto un’infiltrazione di cortisone con anestetico oppure di solo anestetico, e a sei settimane il cortisone non ha dato un vantaggio significativo né sul dolore alle gambe né sulle limitazioni (Friedly et al., 2014). Anche la revisione del 2022 sulle cure non chirurgiche conclude, con prove di qualità moderata, che le infiltrazioni epidurali di cortisone non sono efficaci per la stenosi con claudicatio (Ammendolia et al., 2022).

Stenosi lombare, esercizi

L’esercizio è il cuore delle cure conservative. La revisione di Ammendolia ha trovato prove di qualità moderata che un approccio combinato con esercizio e terapia manuale, con o senza educazione, migliora sintomi, funzione e distanza percorsa, mentre per le altre cure non chirurgiche le prove sono troppo deboli per trarre conclusioni (Ammendolia et al., 2022).

Conta anche come si fa l’esercizio. In uno studio giapponese su 86 persone, sei settimane di fisioterapia seguita due volte alla settimana, con esercizi personalizzati, cyclette e cammino su tapis roulant, hanno dato più miglioramenti su sintomi, dolore alle gambe, distanza percorsa e passi giornalieri rispetto agli esercizi fatti da soli a casa (Minetama et al., 2019). Il vantaggio è stato misurato solo a breve termine.

Alcuni esempi da cui partire, nel limite in cui restano tollerabili:

  • cyclette, iniziando con pochi minuti e aggiungendone uno o due ogni settimana;
  • supino sul letto, ginocchia verso il petto abbracciate con le mani, per qualche respiro;
  • seduto su una sedia, piegarti in avanti lasciando scendere le mani verso i piedi e poi risalire lentamente;
  • alzarti e sederti da una sedia senza usare le mani, da cinque a dieci volte;
  • camminata a tratti, aumentando la durata di ogni tratto di settimana in settimana.

Se i sintomi salgono un poco mentre ti alleni e tornano giù dopo qualche minuto seduto, puoi continuare. Se invece formicolio o debolezza crescono e restano anche il giorno dopo, riduci e parlane con il fisioterapista.

Come lavora il fisioterapista

La prima visita parte dal racconto di quanto riesci a camminare, di cosa ti costringe a fermarti e di cosa ti dà sollievo. Il fisioterapista controlla forza, sensibilità e riflessi delle gambe, osserva il cammino e verifica che non ci siano segnali da portare al medico. Poi imposta esercizi graduali con un obiettivo concreto, aumentare distanza e tempo in piedi.

Le terapie passive, come Tecar, TENS o ultrasuoni, non hanno prove sufficienti per la stenosi lombare, e la revisione di Ammendolia le colloca tra gli interventi su cui non si possono trarre conclusioni (Ammendolia et al., 2022).

Stenosi lombare, quando serve l’intervento

L’intervento più comune si chiama decompressione e serve a liberare lo spazio attorno ai nervi. Il servizio sanitario inglese ricorda che prima si provano altre cure, come la fisioterapia, il calo di peso se serve o le infiltrazioni, a seconda di cosa comprime i nervi (NHS, Lumbar decompression surgery).

Lo studio più citato ha assegnato a caso 169 persone sopra i 50 anni, già candidate all’intervento, alla decompressione o a un programma di fisioterapia. A due anni il miglioramento della funzione era simile nei due gruppi. Il 57% delle persone assegnate alla fisioterapia ha però scelto poi di operarsi, e gli autori concludono che la decisione va presa insieme, conoscendo le prove su entrambe le strade (Delitto et al., 2015).

La revisione Cochrane del 2016 ha raccolto cinque studi con 643 persone e conclude che non si può dire con sicurezza se sia meglio la chirurgia o la cura conservativa. Gli effetti collaterali erano riportati nel 10-24% dei gruppi chirurgici e in nessun caso nelle cure conservative (Zaina et al., 2016). La revisione di Katz aggiunge che la chirurgia sembra utile in persone selezionate con cura, che hanno dolore e limitazioni importanti nonostante le cure conservative (Katz et al., 2022).

Quanto alla fusione, cioè il fissaggio di due vertebre con viti, in uno studio svedese su 247 persone aggiungerla alla decompressione non ha migliorato i risultati a due e cinque anni, con ricoveri più lunghi (Försth et al., 2016).

Segnali d’allarme, quando serve il medico

Questi criteri seguono le indicazioni dell’NHS sul mal di schiena, con i riferimenti italiani (NHS, Back pain).

Pronto soccorso o 118 senza aspettare se il mal di schiena si accompagna a:

  • formicolio, debolezza o insensibilità in entrambe le gambe comparsi da poco o in rapido peggioramento, che non passano nemmeno da seduto;
  • perdita di sensibilità nella zona dei genitali o attorno all’ano;
  • difficoltà a urinare, oppure perdita del controllo di urina o feci;
  • cambiamenti della sensibilità intima o della funzione sessuale;
  • dolore al petto;
  • un trauma importante, come un incidente stradale.

Fatti accompagnare, senza guidare.

Medico in giornata se hai febbre, brividi o ti senti male in generale, oppure se il dolore diventa fortissimo all’improvviso o aumenta rapidamente.

Medico nei prossimi giorni se le gambe sono sempre più deboli o la distanza che riesci a percorrere si accorcia di settimana in settimana, se dimagrisci senza un motivo, se il dolore non si calma a riposo o peggiora di notte, se compare un gonfiore sulla schiena o se il problema ti impedisce le attività quotidiane.

Domande frequenti

Con la stenosi lombare posso camminare? Sì, ed è utile farlo, a tratti e con pause seduto prima che le gambe diventino pesanti. Per il mal di schiena l’NHS suggerisce anche nuoto, yoga e pilates oltre al cammino (NHS, Back pain).

Stenosi lombare ed ernia del disco sono la stessa cosa? No, anche se possono convivere. L’ernia riguarda il disco, mentre nella stenosi il canale si restringe per più cambiamenti insieme. Se nel referto compaiono anche queste parole, trovi le spiegazioni negli articoli sull’ernia del disco e sulla protrusione discale.

Il dolore scende lungo la gamba, è sciatica? Può somigliarle, ma nella stenosi il dolore dipende soprattutto dallo stare in piedi e dal camminare e spesso prende entrambe le gambe. Le differenze con la sciatica si chiariscono alla visita.

Cosa puoi fare adesso

Se riconosci il quadro delle gambe che si appesantiscono camminando e migliorano da seduto, parlane con il tuo medico e, nel frattempo, non smettere di muoverti. Cammina a tratti, prova la cyclette e annota quanti minuti riesci a camminare prima di fermarti, un numero utile per capire se stai migliorando. Chi sono e di cosa mi occupo come ricercatore lo trovi nella mia pagina sul sito di F3.

Le informazioni di questa pagina riguardano la stenosi lombare in generale e non sostituiscono la visita. Il percorso più adatto a te si decide con chi ti segue di persona.

Fonti

  • Katz JN et al. Diagnosis and Management of Lumbar Spinal Stenosis: A Review. JAMA, 2022. doi:10.1001/jama.2022.5921
  • Jensen RK et al. Prevalence of lumbar spinal stenosis in general and clinical populations: a systematic review and meta-analysis. European Spine Journal, 2020. doi:10.1007/s00586-020-06339-1
  • Kalichman L et al. Computed tomography-evaluated features of spinal degeneration: prevalence, intercorrelation, and association with self-reported low back pain. Spine Journal, 2010. doi:10.1016/j.spinee.2009.10.018
  • Ammendolia C et al. Non-operative treatment for lumbar spinal stenosis with neurogenic claudication: an updated systematic review. BMJ Open, 2022. doi:10.1136/bmjopen-2021-057724
  • Minetama M et al. Supervised physical therapy vs. home exercise for patients with lumbar spinal stenosis: a randomized controlled trial. Spine Journal, 2019. doi:10.1016/j.spinee.2019.04.009
  • Friedly JL et al. A randomized trial of epidural glucocorticoid injections for spinal stenosis. New England Journal of Medicine, 2014. doi:10.1056/NEJMoa1313265
  • Markman JD et al. Double-blind, randomized, controlled, crossover trial of pregabalin for neurogenic claudication. Neurology, 2015. doi:10.1212/WNL.0000000000001168
  • Delitto A et al. Surgery versus nonsurgical treatment of lumbar spinal stenosis: a randomized trial. Annals of Internal Medicine, 2015. doi:10.7326/M14-1420
  • Zaina F et al. Surgical versus non-surgical treatment for lumbar spinal stenosis. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2016. doi:10.1002/14651858.CD010264.pub2
  • Försth P et al. A Randomized, Controlled Trial of Fusion Surgery for Lumbar Spinal Stenosis. New England Journal of Medicine, 2016. doi:10.1056/NEJMoa1513721
  • NHS. Back pain, revisione del 5 marzo 2026. nhs.uk/conditions/back-pain
  • NHS. Lumbar decompression surgery, why it’s done, revisione del 10 marzo 2026. nhs.uk/conditions/lumbar-decompression-surgery

Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020, e lavora al F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR). Si occupa di disturbi muscoloscheletrici ed è ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona. È autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collabora come divulgatore con la Gazzetta dello Sport ed è docente. Pagina autore