Colpo della strega, cosa fare nelle prime ore e quanto dura davvero

Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 28/10/2026

“Mi sono chinato a raccogliere le chiavi e sono rimasto piegato a metà. Mi sono rotto qualcosa?” Chi ha avuto un colpo della strega conosce bene quella fitta improvvisa nella parte bassa della schiena e la paura di non riuscire più a raddrizzarsi. Quasi sempre non c’è alcuna lesione grave, il dolore cala molto nelle prime settimane e muoversi con prudenza aiuta più che restare immobili. Qui trovi cosa fare subito, come dormire, quali rimedi servono davvero, i tempi di recupero e come abbassare il rischio di ricaduta.

Quando non aspettare. Di solito un colpo della strega resta nella schiena e al massimo si irradia a un gluteo o a una coscia. Se invece senti formicolio o debolezza in tutte e due le gambe, hai la zona dei genitali o dell’ano addormentata, fai fatica a urinare o perdi il controllo di vescica o intestino, chiama il 118 o vai in pronto soccorso. Lo stesso vale se il dolore è iniziato dopo un incidente serio. Gli altri segnali da non sottovalutare sono elencati più avanti.

Che cos’è il colpo della strega

“Colpo della strega” è il nome popolare della lombalgia acuta, cioè un mal di schiena lombare comparso all’improvviso e presente da meno di sei settimane. Quasi sempre si parla di lombalgia aspecifica, perché il dolore è vero e intenso ma non dipende da una malattia o da una lesione che si possa individuare con certezza. Per il servizio sanitario inglese una causa precisa spesso non c’è, e il dolore di solito migliora nel giro di qualche settimana (NHS, Back pain).

La schiena rigida e magari storta da un lato è in buona parte una difesa dei muscoli, e non il segno che qualcosa si sia “spostato”.

Perché arriva proprio in quel momento

Un gruppo di ricercatori di Sydney ha chiesto a 999 persone con un colpo della strega appena comparso che cosa avessero fatto nei quattro giorni precedenti, confrontando le ore subito prima del dolore con altri momenti della stessa persona (Steffens et al., 2015).

  • Il fattore più forte era essere distratti mentre si faceva un’attività o uno sforzo, che moltiplicava il rischio fino a 25 volte.
  • Anche sollevare carichi pesanti contava, ma meno con l’età. Per chi aveva 20 anni il rischio cresceva di oltre 13 volte, a 60 anni di meno di 3 volte.
  • Il rischio era più alto tra le 7 e mezzogiorno.
  • L’attività fisica moderata o intensa aumentava il rischio meno degli altri fattori, di circa tre volte.

Più che evitare ogni peso, conta non fare sforzi di fretta e con la testa altrove, soprattutto al mattino.

Colpo della strega, i sintomi

I sintomi tipici sono questi:

  • dolore improvviso e intenso nella parte bassa della schiena, spesso su un lato;
  • rigidità, con difficoltà a piegarsi, a raddrizzarsi o a girarsi nel letto;
  • busto inclinato da un lato, che si raddrizza man mano che il dolore cala;
  • dolore che peggiora con alcuni movimenti e si attenua in certe posizioni.

Il dolore può allargarsi al gluteo o alla coscia. Se invece scende sotto il ginocchio, con formicolio o bruciore lungo la gamba, è più probabile una sofferenza del nervo, e ti può servire la guida sulla sciatica. Se il dolore è più basso, vicino all’osso sacro e al gluteo, può interessarti l’articolo sulla sacroileite.

Colpo della strega, cosa fare nelle prime ore

Le linee guida NICE, aggiornate nel 2026, chiedono di spiegare alla persona che cos’è il mal di schiena e di incoraggiarla a continuare le attività normali per quanto possibile (NICE NG59). In una revisione Cochrane, i due studi sulla lombalgia acuta che mettevano a paragone il letto e il movimento davano al movimento un piccolo vantaggio su dolore e funzione (Dahm et al., 2010).

Un piano semplice per il primo giorno può essere questo:

  1. appena possibile, cerca una posizione che ti dia sollievo e respira con calma per qualche minuto;
  2. quando ti senti pronto, rimettiti in piedi aiutandoti con le braccia;
  3. fai brevi camminate in casa più volte al giorno, anche di pochi minuti;
  4. riprendi le attività leggere, rimandando di qualche giorno i carichi pesanti;
  5. evita le lunghe ore a letto o sul divano, che l’NHS sconsiglia (NHS, Back pain).

Rimedi per il colpo della strega, caldo o freddo

Tra i rimedi casalinghi il calore è quello con più prove, e l’American College of Physicians lo mette al primo posto tra le cure senza farmaci (Qaseem et al., 2017). Una revisione Cochrane ha trovato un piccolo beneficio delle fasce riscaldanti nei primi giorni, mentre sul freddo gli studi erano insufficienti (French et al., 2006). L’NHS suggerisce il caldo per rigidità e spasmi e il ghiaccio, avvolto in un panno, per dolore e gonfiore (NHS, Back pain). Scegli quello che ti dà sollievo, con un panno tra la pelle e la fonte.

Colpo della strega, come dormire

Non esiste una posizione giusta per tutti. Molte persone stanno più comode sul fianco con un cuscino tra le ginocchia, oppure a pancia in su con un cuscino sotto le ginocchia. Per scendere dal letto conviene girarsi prima sul fianco, lasciare scendere le gambe e spingersi su con le braccia, così la schiena non deve fare tutto il lavoro. Trovi altri consigli nell’articolo dedicato al mal di schiena a letto.

Colpo della strega, cosa prendere

La scelta del farmaco va fatta con il medico o il farmacista, ma è utile sapere cosa aspettarsi.

  • Antinfiammatori. La NICE suggerisce di considerarli, tenendo conto dei rischi per stomaco, fegato, reni e cuore (NICE NG59). Rispetto al placebo il vantaggio è modesto, perché bisogna trattare sei persone perché una in più ne tragga un beneficio importante, e i disturbi gastrointestinali diventano due volte e mezzo più frequenti (Machado et al., 2017).
  • Paracetamolo da solo. La NICE lo sconsiglia per il mal di schiena (NICE NG59). In un grande studio australiano su oltre 1.600 persone con lombalgia acuta, chi lo prendeva guariva negli stessi tempi di chi prendeva il placebo (Williams et al., 2014).
  • Miorilassanti. Le prove sono incerte. Una meta-analisi pubblicata sul BMJ ha trovato nelle prime due settimane un effetto piccolo sul dolore, non rilevante nella pratica, e più effetti indesiderati (Cashin et al., 2021).

I farmaci possono aiutarti a muoverti nei giorni peggiori, ma gli effetti misurati negli studi sono piccoli.

Quanto dura il colpo della strega

Qui i numeri rassicurano. Mettendo insieme 33 coorti con più di 11.000 persone, il dolore medio, misurato da 0 a 100, era 52 all’esordio e si riduceva a meno della metà (23) in un mese e mezzo. A sei mesi valeva 12 e a un anno 6 (Menezes Costa et al., 2012). Il grosso del recupero arriva quindi presto, poi la discesa si fa più lenta.

Se però passano alcune settimane senza progressi, o il dolore ti ferma nella vita quotidiana, parlane con il medico (NHS, Back pain).

Colpo della strega, servono radiografia o risonanza?

Quasi mai. Le linee guida inglesi chiedono di non prescrivere immagini come abitudine, fuori dall’ambito specialistico (NICE NG59). Le immagini, infatti, mostrano spesso “qualcosa” anche in chi sta benissimo. Fra 3.110 persone che non avevano alcun dolore, il disco degenerato era presente nel 37% dei ventenni e nel 96% degli ottantenni, e il disco sporgente nel 30% dei ventenni (Brinjikji et al., 2015). Una parola come “protrusione” in un referto, se non c’è un quadro clinico che la spieghi, finisce solo per spaventare. Radiografia e risonanza hanno senso davanti a un segnale d’allarme o quando lo specialista deve scegliere una terapia.

Come lavora il fisioterapista

Nei primi giorni il fisioterapista ti aiuta a capire il disturbo, controlla che non ci siano motivi per mandarti dal medico e ti accompagna a riprendere il movimento senza paura. Per la NICE le tecniche manuali e il massaggio hanno un posto solo se affiancate all’esercizio (NICE NG59).

La stessa linea guida esclude cinture lombari, apparecchi per la trazione, ultrasuoni e stimolazioni elettriche come TENS e interferenziali (NICE NG59). La Tecar non è tra le terapie valutate dalla NICE e non ci sono studi di buona qualità che ne mostrino un beneficio nel colpo della strega, per questo non va considerata un rimedio.

Colpo della strega, esercizi per i primi giorni

Nei primi giorni l’obiettivo non è allenarsi ma ritrovare il movimento. Qualche esempio di movimenti dolci, da fare senza forzare e interrompendo se il dolore aumenta molto:

  • camminare per pochi minuti, più volte al giorno, aumentando la durata man mano che la schiena lo permette;
  • da sdraiato a pancia in su con le ginocchia piegate, lasciare oscillare lentamente le ginocchia da un lato all’altro, in un arco piccolo;
  • nella stessa posizione, portare un ginocchio verso il petto aiutandosi con le mani, poi l’altro;
  • a quattro zampe, inarcare e arrotondare la schiena con calma, restando dentro un movimento comodo.

L’NHS ricorda che anche camminare, nuotare, lo yoga e il pilates possono aiutare quando il dolore lo consente (NHS, Back pain).

Come evitare che ritorni

Il colpo della strega tende a ripresentarsi. In uno studio australiano su 250 persone appena guarite, sette su dieci si sono bloccate di nuovo nei dodici mesi seguenti e il 40% uno abbastanza forte da limitare le attività. Il rischio era più alto in chi stava seduto più di cinque ore al giorno, in chi assumeva spesso posizioni scomode e in chi aveva già avuto più di due episodi (da Silva et al., 2019).

Per prevenirlo serve muoversi. Nei trial raccolti da una meta-analisi del 2016, chi univa esercizio e un percorso educativo aveva un nuovo episodio con una probabilità ridotta quasi della metà (rischio relativo 0,55). Informazioni da sole, cinture e plantari invece non facevano differenza (Steffens et al., 2016). Per partire puoi guardare una semplice routine di esercizi per la schiena del nostro blog.

Segnali d’allarme, quando serve il medico

L’elenco segue le indicazioni del servizio sanitario inglese (NHS, Back pain).

Pronto soccorso subito, o 118, quando:

  • tutte e due le gambe sono deboli, intorpidite, doloranti o formicolano;
  • non senti bene la zona dei genitali o dell’ano;
  • fai fatica a urinare o perdi urina o feci;
  • il mal di schiena si accompagna a dolore al petto;
  • noti cambiamenti nella sensibilità genitale o nell’erezione;
  • il dolore è comparso dopo un incidente serio, per esempio stradale.

Non guidare da solo fino al pronto soccorso, fatti accompagnare.

Medico in giornata con febbre, brividi o malessere generale, o con un dolore fortissimo che peggiora di ora in ora.

Medico nei giorni successivi se dopo alcune settimane di gestione a casa non vedi progressi, se a riposo e di notte il dolore aumenta invece di calare, se tossire o starnutire lo accentua, se stai dimagrendo senza volerlo, se compare una tumefazione sulla schiena o se il dolore nasce tra le scapole.

Domande frequenti

Colpo della strega e lombalgia acuta sono la stessa cosa? Sì. “Colpo della strega” è il modo comune di chiamare un mal di schiena lombare acuto, comparso all’improvviso.

Posso andare al lavoro? Se il tuo lavoro lo consente, sì, anche adattando per qualche giorno i compiti più pesanti. Restare attivi è il consiglio delle linee guida (NICE NG59; Dahm et al., 2010).

Ho un’ernia o una discopatia, è per quello? Non è detto. Queste alterazioni sono comuni anche in chi non ha dolore (Brinjikji et al., 2015). Se hai un referto e vuoi capirlo meglio, sul sito trovi un approfondimento sulla discopatia L5-S1.

Cosa puoi fare adesso

Alterna brevi camminate al riposo, prova una borsa calda e rileggi ogni tanto i segnali d’allarme. Ricorda che la parte più intensa del dolore di solito passa nelle prime settimane. Se gli episodi si ripetono, un programma di esercizio impostato con chi può valutarti di persona è lo strumento con più prove per ridurli. Chi sono e di cosa mi occupo lo trovi nella pagina autore del sito.

Questa guida spiega in modo generale il mal di schiena acuto e non tiene conto della tua storia clinica, che può valutare solo chi ti visita.

Fonti

  • Steffens D et al. What triggers an episode of acute low back pain? A case-crossover study. Arthritis Care & Research, 2015. doi:10.1002/acr.22533
  • da C Menezes Costa L et al. The prognosis of acute and persistent low-back pain: a meta-analysis. CMAJ, 2012. doi:10.1503/cmaj.111271
  • Dahm KT et al. Advice to rest in bed versus advice to stay active for acute low-back pain and sciatica. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2010. doi:10.1002/14651858.CD007612.pub2
  • French SD et al. A Cochrane review of superficial heat or cold for low back pain. Spine, 2006. doi:10.1097/01.brs.0000214881.10814.64
  • Williams CM et al. Efficacy of paracetamol for acute low-back pain: a double-blind, randomised controlled trial. Lancet, 2014. doi:10.1016/S0140-6736(14)60805-9
  • Machado GC et al. Non-steroidal anti-inflammatory drugs for spinal pain: a systematic review and meta-analysis. Annals of the Rheumatic Diseases, 2017. doi:10.1136/annrheumdis-2016-210597
  • Cashin AG et al. Efficacy, acceptability, and safety of muscle relaxants for adults with non-specific low back pain: systematic review and meta-analysis. BMJ, 2021. doi:10.1136/bmj.n1446
  • Brinjikji W et al. Systematic literature review of imaging features of spinal degeneration in asymptomatic populations. American Journal of Neuroradiology, 2015. doi:10.3174/ajnr.A4173
  • da Silva T et al. Recurrence of low back pain is common: a prospective inception cohort study. Journal of Physiotherapy, 2019. doi:10.1016/j.jphys.2019.04.010
  • Steffens D et al. Prevention of low back pain: a systematic review and meta-analysis. JAMA Internal Medicine, 2016. doi:10.1001/jamainternmed.2015.7431
  • Qaseem A et al. Noninvasive treatments for acute, subacute, and chronic low back pain: a clinical practice guideline from the American College of Physicians. Annals of Internal Medicine, 2017. doi:10.7326/M16-2367
  • NICE. Low back pain and sciatica in over 16s: assessment and management (NG59), raccomandazioni aggiornate nel 2026. nice.org.uk/guidance/ng59
  • NHS. Back pain, revisione del 5 marzo 2026. nhs.uk/conditions/back-pain

Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020, e lavora al F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR). Si occupa di disturbi muscoloscheletrici ed è ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona. È autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collabora come divulgatore con la Gazzetta dello Sport ed è docente. Pagina autore