Tendinite alla spalla, cosa c’è dietro il dolore della cuffia dei rotatori e cosa aiuta davvero
Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 25/10/2026
“L’ecografia dice tendinite del sovraspinato con una piccola lesione. Mi fa male quando alzo il braccio e di notte non trovo la posizione. Devo operarmi?” È una domanda molto comune. Nella grande maggioranza dei casi no. Il dolore della cuffia dei rotatori si gestisce senza chirurgia, con esercizi ben dosati e un po’ di pazienza, e il referto va letto con prudenza, perché molte alterazioni compaiono anche in spalle che non fanno male. Qui trovi cos’è, come distinguerla da altri problemi della spalla, quali cure hanno prove a favore e quanto tempo serve.
Quando non aspettare. Se dopo una caduta o uno strappo violento non riesci più ad alzare il braccio, fatti vedere entro pochi giorni, perché una rottura recente del tendine va valutata in fretta. Se la spalla ha cambiato forma, è calda e gonfia o hai febbre, vai subito dal medico o in pronto soccorso. Se il dolore alla spalla o al braccio si accompagna a oppressione al petto, fiato corto o sudore freddo, chiama il 118. Trovi tutti i segnali più sotto.
Cos’è la tendinite della cuffia dei rotatori
La cuffia dei rotatori è un gruppo di quattro muscoli che avvolgono la testa dell’omero e la tengono centrata mentre muovi il braccio. Il più coinvolto è il sovraspinato, che passa sotto l’acromion, la parte ossea più alta della spalla. Tra tendini e osso c’è una piccola borsa che li fa scorrere.
Il dolore che nasce da questa zona, chiamato dolore subacromiale, è la causa più comune di male alla spalla. Secondo le indicazioni dei chirurghi della spalla britannici, tendinite, tendinite calcifica e lesioni della cuffia arrivano a spiegare fino al 70% dei casi (Kulkarni et al., 2015).
Come per altri tendini, oggi si parla più spesso di tendinopatia che di tendinite. Nel tendine non c’è solo infiammazione, ma un cambiamento della struttura che lo rende doloroso e meno tollerante allo sforzo (Millar et al., 2021).
Il referto non dice tutto
Questo punto di solito rassicura. Una revisione che ha raccolto 30 studi e oltre 6.000 spalle ha trovato alterazioni della cuffia nel 9,7% delle persone fino a 20 anni e nel 62% di quelle sopra gli 80, con la stessa crescita nelle persone con e senza dolore. Secondo gli autori la degenerazione della cuffia va considerata un aspetto comune dell’invecchiamento (Teunis et al., 2014).
In un villaggio giapponese hanno fatto l’ecografia alle spalle di 664 abitanti. Più di uno su cinque (22,1%) aveva una rottura completa di un tendine della cuffia, e due rotture su tre non davano alcun sintomo (Minagawa et al., 2013).
Quindi una “lesione” sul referto non spiega da sola il dolore, e non significa che la spalla vada operata. Conta come si comporta la spalla alla visita.
Sintomi, e perché fa male di notte
Il dolore subacromiale si sente di solito sopra e sul lato esterno della spalla, a volte scende verso il braccio. Peggiora con i movimenti sopra la testa e può svegliarti di notte, soprattutto se dormi sul lato dolente (Kulkarni et al., 2015). In genere, se un’altra persona ti muove il braccio da rilassato, il movimento è completo. È il dettaglio che aiuta di più a distinguerla da altri problemi.
Il dolore notturno però non è esclusivo della cuffia. Si presenta anche nella spalla congelata (NHS, Frozen shoulder) e, più raramente, in condizioni che vanno indagate dal medico (vedi i segnali d’allarme).
Se il dolore parte dal collo e scende lungo il braccio con formicolii, l’origine può essere un nervo irritato a livello cervicale, e conviene farlo valutare. Se invece è concentrato tra le scapole, può esserti utile la guida sul dolore alla scapola.
Non confonderla con spalla congelata e rottura traumatica
Spalla congelata (capsulite adesiva). Qui la spalla oltre a fare male diventa rigida, per mesi e a volte per anni (NHS, Frozen shoulder). Il segno chiave è la perdita della rotazione esterna anche quando è un altro a muovere il braccio, che nella tendinopatia di solito è conservata (Kulkarni et al., 2015). Trovi un approfondimento nell’articolo sulla periartrite scapolo-omerale.
Rottura traumatica della cuffia. Se il dolore e la debolezza sono iniziati all’improvviso dopo una caduta, una lussazione o un sollevamento violento, il quadro è diverso. Le indicazioni britanniche chiedono un invio urgente allo specialista, idealmente al primo ambulatorio disponibile (Kulkarni et al., 2015). Le prove sui tempi migliori della riparazione sono deboli, ma una revisione del 2026 suggerisce di intervenire il prima possibile, perché aspettare può rendere il tendine non più riparabile (Lara et al., 2026).
La tendinite calcifica
A volte nel tendine si formano depositi di calcio. La fase acuta può dare un dolore molto forte, tanto da richiedere spesso una valutazione specialistica rapida per un trattamento mirato (Kulkarni et al., 2015).
Le onde d’urto sono la terapia più studiata in questi casi. Secondo la revisione Cochrane, rispetto a un trattamento finto riducono il dolore in media di 0,8 punti su 10 e migliorano la funzione di circa 8 punti su 100, entrambi sotto la soglia che i pazienti percepiscono come importante, con prove di qualità moderata (Surace et al., 2020).
Cosa fare quando la spalla fa male
Le indicazioni del servizio sanitario inglese vanno tutte in una direzione, cioè non smettere di usare la spalla (NHS, Shoulder pain). In pratica:
- muovila con delicatezza nelle attività quotidiane, evitando per un periodo i gesti che la peggiorano chiaramente;
- per il sollievo puoi usare caldo o freddo, avvolti in un panno, fino a 20 minuti alla volta;
- quando sei seduto appoggia il braccio su un cuscino;
- per ora evita macchine pesanti in palestra ed esercizi faticosi inventati da te;
- per il dolore paracetamolo o ibuprofene possono aiutare a restare attivo, chiedendo prima al medico o al farmacista.
Esercizio, infiltrazioni e terapie fisiche, cosa dicono gli studi
L’esercizio è il primo passo. Una revisione del 2026 su 89 studi ha concluso che la maggior parte delle altre terapie fisiche non supera gli esercizi per la spalla fatti da soli, che sono un punto di partenza ragionevole, anche se la qualità delle prove resta bassa (Lazzarini et al., 2026).
Quante sedute servono. Il trial inglese GRASP ha confrontato su 708 persone fino a sei sedute di esercizio progressivo con una sola seduta con il fisioterapista, che dava consigli e un programma di esercizi da fare a casa. A un anno i risultati erano uguali, e tutti i gruppi miglioravano con il tempo (Hopewell et al., 2021). Il messaggio è che il cuore della cura è un buon programma da seguire con costanza, più che il numero di appuntamenti.
Le infiltrazioni di cortisone. Nello stesso trial l’iniezione ha dato un piccolo vantaggio su dolore, funzione e sonno a otto settimane, e nessuna differenza a sei mesi e a un anno (Hopewell et al., 2021). Può quindi servire a superare un periodo difficile e a fare gli esercizi. Le indicazioni britanniche suggeriscono di non superare le due infiltrazioni, perché quelle ripetute potrebbero danneggiare il tendine (Kulkarni et al., 2015).
Tecar, laser, ultrasuoni e simili. Nella revisione del 2026 la maggior parte delle terapie fisiche non si è dimostrata superiore all’esercizio da solo (Lazzarini et al., 2026). Per questo non sono una priorità.
Tendinite spalla, quanto dura
Di solito servono un paio di settimane di accorgimenti prima che il dolore inizi a calare, ma il recupero completo può richiedere sei mesi o più (NHS, Shoulder pain). Saperlo in anticipo evita di inseguire una terapia dopo l’altra.
Come lavora il fisioterapista
La valutazione serve a capire se il dolore viene davvero dalla cuffia, a escludere una spalla congelata, un problema al collo o una rottura recente, e a individuare i movimenti tollerati oggi. Poi si costruisce un programma di esercizi che parte da carichi leggeri e cresce nel tempo, insieme a indicazioni pratiche su lavoro, sport e sonno. Quali esercizi scegliere e con quale carico si decide sulla persona, perché come mostra il trial GRASP conta soprattutto un programma progressivo seguito con costanza (Hopewell et al., 2021).
E l’operazione?
Per anni l’intervento più comune è stato la decompressione subacromiale, che toglie un po’ di osso dall’acromion per “fare spazio” al tendine. Due trial lo hanno confrontato con un’operazione placebo, in cui il chirurgo entrava nella spalla senza togliere nulla.
Nel trial inglese CSAW, su 313 persone, la decompressione non ha dato alcun vantaggio rispetto alla sola artroscopia, ed entrambe hanno superato di poco il gruppo senza intervento, con differenze non rilevanti per i pazienti (Beard et al., 2018). Nel trial finlandese FIMPACT, su 210 persone, a due anni non c’erano differenze rilevanti tra decompressione e intervento placebo (Paavola et al., 2018).
Sulla base di questi studi un gruppo internazionale di esperti e pazienti ha emesso una raccomandazione forte contro la decompressione nel dolore di spalla non traumatico che dura da più di tre mesi (Vandvik et al., 2019). Discorso diverso per le rotture traumatiche, dove la riparazione chirurgica va valutata con lo specialista.
Segnali d’allarme, quando serve il medico subito
Chiama il 118 se il dolore alla spalla o al braccio si accompagna a un dolore al petto che stringe, a fiato corto, nausea o sudore, perché può essere un problema al cuore (NHS, Heart attack).
Vai in pronto soccorso o chiedi una visita urgente se (NHS, Shoulder pain; Kulkarni et al., 2015):
- dopo una caduta o un colpo forte non riesci a muovere o alzare il braccio;
- la spalla ha cambiato forma o è molto gonfia;
- la spalla è calda e arrossata, oppure hai febbre e ti senti male, perché va esclusa un’infezione;
- senti formicolii che non passano, il braccio è insensibile, oppure è freddo o molto caldo al tatto;
- il dolore è improvviso e fortissimo, oppure colpisce entrambe le spalle.
Senza urgenza, parlane con il medico se dopo due settimane il dolore non migliora o peggiora, o se il braccio è molto difficile da muovere.
Domande frequenti
Devo fare subito una risonanza? Non sempre. Molte alterazioni della cuffia sono presenti anche in chi non ha dolore (Teunis et al., 2014), quindi l’esame va chiesto quando cambia le decisioni, per esempio dopo un trauma o se il quadro non migliora.
Posso continuare ad andare in palestra? Sì, adattando gli esercizi. Per un periodo conviene evitare carichi pesanti sopra la testa e gli esercizi che aumentano il dolore (NHS, Shoulder pain), per poi reintrodurli gradualmente.
Le infiltrazioni rovinano il tendine? Una o due, nei casi giusti, possono aiutare nel breve periodo. Le infiltrazioni ripetute sono sconsigliate, perché potrebbero danneggiare il tendine (Kulkarni et al., 2015).
Cosa puoi fare adesso
Se la spalla fa male da poco, continua a usarla con attenzione, scegli movimenti che tolleri e dai tempo agli esercizi. Davanti a uno dei segnali d’allarme elencati più in alto, la strada giusta è il medico, senza attendere. Quando invece passano alcune settimane e il dolore non cala, una valutazione aiuta a capire da dove viene e a impostare un programma adatto. Chi vuole conoscere il mio percorso professionale trova la mia pagina sul sito di F3.
Quanto scritto qui è divulgazione sulla spalla dolorosa e, per una diagnosi personale, resta necessario il parere del tuo medico.
Fonti
- Kulkarni R et al. Subacromial shoulder pain. Shoulder & Elbow (BESS/BOA Patient Care Pathways), 2015. DOI 10.1177/1758573215576456
- Millar NL et al. Tendinopathy. Nature Reviews Disease Primers, 2021. DOI 10.1038/s41572-020-00234-1
- Teunis T et al. A systematic review and pooled analysis of the prevalence of rotator cuff disease with increasing age. Journal of Shoulder and Elbow Surgery, 2014. DOI 10.1016/j.jse.2014.08.001
- Minagawa H et al. Prevalence of symptomatic and asymptomatic rotator cuff tears in the general population: From mass-screening in one village. Journal of Orthopaedics, 2013. DOI 10.1016/j.jor.2013.01.008
- Lara PHS et al. Evidence-based reviews & recommendations from the Brazilian Society of Shoulder and Elbow Surgery: early versus late repair for traumatic rotator cuff tears. Acta Ortopédica Brasileira, 2026. DOI 10.1590/1413-785220263401e308952
- Surace SJ et al. Shock wave therapy for rotator cuff disease with or without calcification. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2020. DOI 10.1002/14651858.CD008962.pub2
- Lazzarini SG et al. Comparative effectiveness of physical therapy interventions in adults with rotator cuff tendinopathy: a systematic review and network meta-analysis. British Journal of Sports Medicine, 2026. DOI 10.1136/bjsports-2025-110024
- Hopewell S et al. Progressive exercise compared with best practice advice, with or without corticosteroid injection, for the treatment of patients with rotator cuff disorders (GRASP): a multicentre, pragmatic, 2 × 2 factorial, randomised controlled trial. The Lancet, 2021. DOI 10.1016/S0140-6736(21)00846-1
- Beard DJ et al. Arthroscopic subacromial decompression for subacromial shoulder pain (CSAW): a multicentre, pragmatic, parallel group, placebo-controlled, three-group, randomised surgical trial. The Lancet, 2018. DOI 10.1016/S0140-6736(17)32457-1
- Paavola M et al. Subacromial decompression versus diagnostic arthroscopy for shoulder impingement: randomised, placebo surgery controlled clinical trial. BMJ, 2018. DOI 10.1136/bmj.k2860
- Vandvik PO et al. Subacromial decompression surgery for adults with shoulder pain: a clinical practice guideline. BMJ, 2019. DOI 10.1136/bmj.l294
- NHS. Shoulder pain. nhs.uk/symptoms/shoulder-pain
- NHS. Frozen shoulder. nhs.uk/conditions/frozen-shoulder
- NHS. Heart attack. nhs.uk/conditions/heart-attack
Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020. Lavora all’F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR), in via S. Antonio 52/d, e si occupa di disturbi muscoloscheletrici. È ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona, autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collaboratore divulgativo della Gazzetta dello Sport e docente. Pagina autore