Dolore al coccige, perché fa male da seduti e cosa aiuta davvero
Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 07/11/2026
“Da quando sono scivolata sulle scale non riesco più a stare seduta, mi fa male proprio l’osso in fondo alla schiena. Si sarà rotto?” La buona notizia è che in molti casi il dolore al coccige si attenua nel giro di qualche settimana. Quando invece dura mesi diventa un problema ostinato, e conviene capire presto da dove nasce. Qui trovi cosa lo provoca, cosa puoi fare a casa, cosa dicono gli studi sui trattamenti e quali sintomi chiedono una visita.
Quando non aspettare. Se al dolore in fondo alla schiena si aggiungono intorpidimento intorno ai genitali o all’ano, difficoltà a urinare o perdita del controllo di urina o feci, oppure debolezza o formicolii in entrambe le gambe, serve il pronto soccorso, e non devi guidare tu. Se compare un nodulo dolente in cima alla piega tra i glutei, che sanguina o perde pus, chiedi una visita al medico in giornata. Gli altri segnali sono nella sezione sui segnali d’allarme.
Coccigodinia, che cosa significa
Coccigodinia è il termine medico per il dolore al coccige, il piccolo osso formato da alcune vertebre fuse che chiude la colonna in basso, sopra la piega dei glutei. Da seduti lavora molto, perché insieme alle due ossa dei glutei (le tuberosità ischiatiche) forma una specie di treppiede che regge il peso del corpo. Inoltre vi si attaccano diversi muscoli, legamenti e tendini, compresi quelli del pavimento pelvico (Lirette et al., 2014).
Non sappiamo con precisione quante persone ne soffrano. Sappiamo però che è più frequente nelle donne e nelle persone con obesità (Lirette et al., 2014).
Come si presenta il dolore
Secondo l’NHS il dolore al coccige è di solito sordo, con qualche fitta più acuta, e si sente alla base della colonna, appena sopra i glutei (NHS, Tailbone pain). Tende a peggiorare in alcune situazioni precise:
- quando stai seduto, soprattutto a lungo o su superfici dure;
- nel passaggio da seduto a in piedi, o mentre ti siedi;
- piegandoti in avanti;
- quando vai di corpo.
Può disturbare il sonno e le attività di tutti i giorni.
Le cause più comuni
L’NHS elenca come cause la gravidanza e il parto, le cadute e gli altri traumi, gli sforzi ripetuti come guidare o andare in bicicletta per molte ore, una postura scorretta, il peso troppo alto o troppo basso e un’articolazione del coccige troppo mobile o troppo rigida. A volte la causa resta sconosciuta (NHS, Tailbone pain).
Botta al coccige e frattura
La caduta all’indietro, sul sedere, è la storia più classica. Nella più ampia analisi degli interventi chirurgici sul coccige, il trauma era la causa del dolore nel 56% dei casi e una causa sconosciuta nel 33% (Sagoo et al., 2022). Dopo una botta il coccige può fratturarsi o perdere il suo allineamento con l’osso sacro, e un trauma avvenuto nel mese prima della comparsa del dolore è uno dei fattori che ne orientano la causa (Maigne et al., 2000). Se il dolore dopo una caduta è molto forte o non si attenua, è il medico a decidere se servono esami.
Il peso corporeo cambia il tipo di problema
Uno studio francese su 208 persone con coccigodinia ha confrontato radiografie in piedi e da seduti, nella posizione che dava dolore. Il peso influiva sul modo di sedersi e quindi sul tipo di problema. Nelle persone con obesità il coccige tendeva a scivolare all’indietro quando si sedevano (lussazione posteriore nel 51% dei casi), mentre nelle persone magre era più frequente una piccola punta ossea all’estremità del coccige (29,6%) oppure una radiografia del tutto normale (48,1%). Con questo esame i ricercatori trovavano la lesione responsabile in circa 7 casi su 10 (Maigne et al., 2000).
Dolore al coccige in gravidanza e dopo il parto
Gravidanza e parto sono tra le cause riconosciute (NHS, Tailbone pain). In un centro francese dedicato, il 7,3% delle donne con coccigodinia la collegava al parto. Il dolore compariva appena la donna tornava a sedersi dopo il parto, e in metà dei casi (50,8%) si era usato il forcipe. Il coccige risultava lussato nel 43,9% delle pazienti e fratturato nel 5,3%, e la lussazione era più frequente con un indice di massa corporea sopra 27 o con due o più parti naturali (Maigne et al., 2012). In gravidanza è meglio parlare di farmaci e trattamenti con il ginecologo o l’ostetrica.
Quando non è il coccige
Il “coccige infiammato” a volte non è il coccige. La cisti pilonidale è un piccolo canale nella pelle in cima alla piega tra i glutei, più comune negli uomini e in chi sta seduto a lungo. Quando si infetta dà dolore, gonfiore e un ascesso che rende difficile sedersi (NHS, Pilonidal sinus). Qui il problema è nella pelle e non nell’osso, e serve il medico. Se il fastidio è più di lato, su un gluteo, o scende lungo la gamba, possono esserti utili le guide sul dolore al gluteo, sulla sindrome del piriforme e sulla sacroileite.
Cosa fare a casa per il dolore al coccige
Per le prime settimane l’NHS suggerisce queste misure (NHS, Tailbone pain):
- evita di stare seduto a lungo, alzandoti spesso;
- quando ti siedi, tieni una buona postura con un sostegno per la parte bassa della schiena;
- usa un cuscino apposito per il coccige;
- per dormire stenditi sul fianco, così il coccige non sopporta peso;
- applica il ghiaccio o una borsa calda, a seconda di cosa ti dà sollievo;
- fai gli esercizi per il pavimento pelvico.
Il cuscino per il coccige
Il cuscino per il coccige ha un incavo o un’apertura nella parte posteriore, così da seduti il coccige resta sollevato e il peso passa sui glutei e sulle cosce. Va messo con l’apertura verso lo schienale.
Esercizi semplici
Non esiste un programma di esercizi validato per il coccige, e quelli che seguono sono esempi delicati da interrompere se il dolore aumenta.
- Pavimento pelvico. Sdraiato o seduto comodo, contrai i muscoli che useresti per trattenere la pipì e l’aria, tieni per qualche secondo e rilascia del tutto. Cura anche il rilascio completo, visto che alcuni di questi muscoli si attaccano al coccige.
- Bacino che oscilla. Sdraiato a pancia in su con le ginocchia piegate, porta piano la schiena bassa verso il pavimento e poi torna in posizione neutra, con un movimento piccolo e senza fretta, per 10 volte.
Cosa prendere
Chiedi sempre consiglio al medico o al farmacista. L’NHS indica gli antinfiammatori come l’ibuprofene, che non vanno bene per tutti, e un ammorbidente delle feci se andare di corpo fa male (NHS, Tailbone pain).
Quanto dura il dolore al coccige
Per l’NHS spesso migliora in qualche settimana, ma a volte dura più a lungo (NHS, Tailbone pain). Una revisione narrativa riporta che le cure conservative funzionano nel 90% dei casi e che molti casi passano anche senza cure (Lirette et al., 2014).
Il quadro cambia quando il dolore è già diventato cronico. In uno studio francese, 115 adulti con coccigodinia da più di due mesi, in media da un anno e mezzo, sono stati seguiti per 3 anni con infiltrazioni, terapia manuale ed eventualmente chirurgia. Il dolore calava nel tempo, ma a 3 anni il 51% aveva ancora un dolore importante o era stato operato. Più il dolore era vecchio all’inizio, più l’evoluzione era sfavorevole (Charrière et al., 2021). Per questo, se il dolore non cambia dopo alcune settimane, può essere utile farlo valutare senza lasciar passare mesi.
Come lavora il fisioterapista
Il fisioterapista ascolta come è cominciato il dolore, quali posizioni lo scatenano e se ci sono stati cadute o parti difficili, controlla che non ci siano segnali d’allarme e guarda la schiena, il bacino e i muscoli intorno. Se il quadro fa pensare a un’altra causa, indirizza al medico. L’NHS ricorda che fisioterapia e infiltrazioni sono i primi passi quando le misure a casa non bastano (NHS, Tailbone pain).
Terapia manuale
Lo studio controllato più noto ha confrontato 51 persone trattate con tre sedute di manipolazione del coccige, eseguita dall’interno per via rettale, e 51 trattate con fisioterapia esterna a bassa intensità. Un buon risultato era circa due volte più frequente con la manipolazione, il 36% contro il 20% a un mese e il 22% contro il 12% a sei mesi, ma con differenze non significative sul piano statistico. Gli autori parlano di efficacia modesta, maggiore quando il coccige era stabile, il dolore recente e dovuto a un trauma (Maigne et al., 2006).
Onde d’urto e altre terapie fisiche
Una revisione del 2025 ha raccolto 9 studi controllati con 532 partecipanti. Le onde d’urto riducevano il dolore e miglioravano la funzione, in alcuni casi fino a sei mesi, la terapia manuale funzionava meglio nel dolore recente e il taping agiva sul dolore ma poco sulla disabilità. Gli autori però sottolineano studi piccoli, diversi tra loro e con un rischio di errore da moderato ad alto (Blanco-Diaz et al., 2025). Il primo studio sulle onde d’urto, ad esempio, aveva solo 41 persone (Lin et al., 2015). Le onde d’urto sono quindi un’opzione promettente da valutare caso per caso. Tecar, laser ed elettroterapia non hanno prove solide da sole e al massimo accompagnano esercizio e consigli su come sedersi.
Infiltrazioni e chirurgia
Quando il dolore non passa, il medico può proporre un’infiltrazione di cortisone e anestetico nell’articolazione del coccige (NHS, Tailbone pain). Se nemmeno questo basta, resta la coccigectomia, cioè la rimozione di tutto o di parte del coccige. In una meta-analisi di 21 studi e 826 persone operate, il dolore scendeva in media di circa 5 punti su 10 e il miglioramento si manteneva anche oltre i 3 anni. Le complicanze, soprattutto infezioni e problemi di cicatrizzazione della ferita, riguardavano l’8% delle persone e un nuovo intervento il 3%. Quasi tutti gli studi però erano retrospettivi (Sagoo et al., 2022). In un gruppo selezionato di 37 persone con coccige instabile ai raggi, i risultati sono stati eccellenti o buoni in 34, con un miglioramento definitivo arrivato dopo quattro-otto mesi (Maigne et al., 2000). È quindi una scelta per pochi casi ben studiati.
Segnali d’allarme
Il dolore al coccige raramente è un’urgenza, ma alcuni sintomi della parte bassa della schiena vanno visti subito in pronto soccorso, chiamando il 118 o facendosi accompagnare (NHS, Back pain):
- sensibilità ridotta o assente intorno ai genitali o all’ano;
- difficoltà a fare pipì, oppure urina o feci che non riesci a trattenere;
- formicolio, debolezza o intorpidimento in tutte e due le gambe;
- dolore comparso dopo un incidente grave, come un incidente stradale.
Chiedi una visita urgente al medico se hai un piccolo nodulo doloroso in cima alla piega dei glutei che sanguina o perde pus (NHS, Pilonidal sinus).
Senti il medico di base se (NHS, Tailbone pain):
- sono passate alcune settimane e le misure casalinghe non hanno dato risultati;
- il dolore ti limita nella vita di tutti i giorni;
- oltre al coccige hai febbre e dolore anche in un’altra zona, come la pancia o la schiena bassa.
Domande frequenti
Il dolore al coccige può dipendere dallo stare seduti al lavoro? Gli sforzi ripetuti, come le molte ore alla guida o in bicicletta, e una postura scorretta sono tra le cause indicate dall’NHS. Alzarsi spesso e usare un cuscino adatto sono i primi accorgimenti.
Il dolore al coccige è uguale alla sciatica? No. La sciatica è un dolore che scende lungo la gamba seguendo il nervo, mentre la coccigodinia resta localizzata in fondo alla colonna. Se il dolore scende dietro la coscia, trovi indicazioni nella guida sulla sciatica.
Cosa puoi fare adesso
Nei prossimi giorni prova a ridurre il tempo da seduto, usa un cuscino con l’apertura posteriore e segna su un foglio quando il dolore sale, quanto tempo resti seduto, se hai avuto cadute o un parto recente e come va quando vai di corpo. Questi appunti sono preziosi per il medico o il fisioterapista, se il dolore non si attenua o se compare uno dei segnali descritti. Chi vuole conoscere il percorso di chi ha scritto questa pagina trova le informazioni nella scheda di Paolo Torneri.
Le informazioni di questa guida sono generali e non prendono il posto di una valutazione fatta di persona.
Fonti
- Lirette LS, Chaiban G, Tolba R, Eissa H. Coccydynia: an overview of the anatomy, etiology, and treatment of coccyx pain. Ochsner Journal, 2014. PubMed 24688338
- Maigne JY, Doursounian L, Chatellier G. Causes and mechanisms of common coccydynia: role of body mass index and coccygeal trauma. Spine, 2000. doi:10.1097/00007632-200012010-00015
- Maigne JY, Rusakiewicz F, Diouf M. Postpartum coccydynia: a case series study of 57 women. European Journal of Physical and Rehabilitation Medicine, 2012. PubMed 22820826
- Charrière S, Maigne JY, Couzi E et al. Conservative treatment for chronic coccydynia: a 36-month prospective observational study of 115 patients. European Spine Journal, 2021. doi:10.1007/s00586-021-06911-3
- Maigne JY, Chatellier G, Faou ML, Archambeau M. The treatment of chronic coccydynia with intrarectal manipulation: a randomized controlled study. Spine, 2006. doi:10.1097/01.brs.0000231895.72380.64
- Blanco-Diaz M et al. Physiotherapy approaches for coccydynia: evaluating effectiveness and clinical outcomes. BMC Musculoskeletal Disorders, 2025. doi:10.1186/s12891-025-08744-3
- Lin SF et al. The effects of extracorporeal shock wave therapy in patients with coccydynia: a randomized controlled trial. PLoS One, 2015. doi:10.1371/journal.pone.0142475
- Sagoo NS et al. Coccygectomy for refractory coccygodynia: a systematic review and meta-analysis. European Spine Journal, 2022. doi:10.1007/s00586-021-07041-6
- Maigne JY, Lagauche D, Doursounian L. Instability of the coccyx in coccydynia. Journal of Bone and Joint Surgery (British), 2000. doi:10.1302/0301-620x.82b7.10596
- NHS. Tailbone (coccyx) pain, revisione del 20 novembre 2025. nhs.uk/conditions/tailbone-coccyx-pain
- NHS. Pilonidal sinus, revisione del 16 novembre 2023. nhs.uk/conditions/pilonidal-sinus
- NHS. Back pain, revisione del 5 marzo 2026. nhs.uk/conditions/back-pain
Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020, e lavora al F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR). Si occupa di disturbi muscoloscheletrici ed è ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona. È autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collabora come divulgatore con la Gazzetta dello Sport ed è docente. Pagina autore