Dolore alla mandibola, cosa succede all’articolazione temporo-mandibolare
Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 05/11/2026
“Mi fa male la mandibola, soprattutto la mattina, e quando apro la bocca sento uno scrocchio vicino all’orecchio. Il dentista mi ha parlato di bite. È una cosa seria?” Quasi sempre il dolore alla mandibola nasce dai muscoli della masticazione o dall’articolazione temporo-mandibolare e tende a migliorare da solo. Qui trovi cosa lo peggiora, cosa dicono le linee guida sulle cure, bite compreso, e quando serve un controllo rapido.
Quando non aspettare. Se il dolore alla mandibola, soprattutto a sinistra, arriva insieme a un peso o una morsa al petto, fiato corto o un forte malessere, chiama subito il 118 senza metterti alla guida. Se compaiono mal di testa forti e frequenti, dolore al cuoio capelluto o disturbi della vista, oppure se la bocca resta bloccata e non riesci a mangiare o bere, chiedi una visita medica in giornata. Trovi tutti i segnali più avanti, nella sezione dedicata.
Che cos’è l’articolazione temporo-mandibolare
L’articolazione temporo-mandibolare, abbreviata in ATM, collega la mandibola al cranio proprio davanti all’orecchio. Ce n’è una per lato e lavorano in coppia ogni volta che parli o mastichi. Fra l’osso della mandibola e quello temporale c’è un piccolo disco di cartilagine che accompagna il movimento.
Con “disturbi temporo-mandibolari” si indica un gruppo di condizioni che coinvolgono i muscoli della masticazione, l’articolazione o entrambi. La linea guida internazionale pubblicata sul BMJ nel 2023 li descrive come il secondo dolore muscoloscheletrico cronico più frequente dopo il mal di schiena, con il 6-9% degli adulti interessati nel mondo (Busse et al., 2023).
I criteri diagnostici internazionali affiancano all’esame della mandibola alcune domande su dolore, stress, abitudini e limitazioni nella vita quotidiana (Schiffman et al., 2014).
Dolore alla mandibola, i sintomi tipici
I disturbi temporo-mandibolari si riconoscono di solito da questi segni (NHS, Temporomandibular disorder):
- dolore davanti all’orecchio, sulla guancia o alla tempia, spesso più forte masticando;
- rumori dell’articolazione, come scatti, schiocchi o sfregamenti;
- fatica ad aprire del tutto la bocca, a volte con la sensazione che la mandibola si blocchi;
- mal di testa alle tempie;
- dolore che peggiora nei periodi di stress e che può disturbare il sonno.
Dolore alla mandibola e all’orecchio
Molte persone sentono il dolore “dentro l’orecchio” e pensano a un’otite, e infatti la linea guida cita anche il mal d’orecchio tra i sintomi possibili dei disturbi temporo-mandibolari (Busse et al., 2023).
La mandibola che scrocchia
Lo scrocchio nasce spesso dal disco che, a bocca chiusa, si trova un po’ spostato in avanti e torna al suo posto quando apri. In una revisione di 21 studi con criteri diagnostici standard, questa dislocazione del disco con riduzione era il disturbo più comune e riguardava il 25,9% degli adulti e degli anziani, mentre nel complesso i disturbi dell’articolazione arrivavano al 31,1% (Valesan et al., 2021). Uno scrocchio isolato è quindi un riscontro molto frequente. Diventa importante quando si accompagna a blocchi della mandibola o a difficoltà ad aprire la bocca, che l’NHS indica tra i motivi per chiedere una visita.
Le cause, dal bruxismo allo stress
Fra le cause più citate ci sono il digrignare o serrare i denti, l’usura dell’articolazione, un colpo al viso e lo stress (NHS, Temporomandibular disorder).
Lo studio americano OPPERA ha seguito per una mediana di 2,8 anni 2.737 adulti tra i 18 e i 44 anni che all’inizio non avevano il disturbo. Ogni anno circa il 4% lo sviluppava, e a pesare di più erano lo stato di salute generale, i fattori psicologici e alcune caratteristiche della bocca e del viso, tanto che gli autori parlano di un disturbo con molte cause e non di un semplice problema locale (Slade et al., 2013). Nella sintesi dei dieci anni di ricerca, i sintomi di dolore al viso riferiti dai partecipanti erano molto più frequenti, intorno al 19% all’anno. Fra i predittori più forti c’erano altri disturbi di salute, le abitudini riferite come serrare i denti e un sonno che peggiora (Slade et al., 2016).
Bruxismo, abitudine e non malattia
Il bruxismo è l’attività ripetuta dei muscoli della masticazione che porta a serrare o digrignare i denti, oppure a tenere la mandibola contratta o spinta in avanti. Può avvenire nel sonno o da svegli. Secondo il consenso internazionale del 2018, nelle persone sane non va considerato una malattia ma un comportamento, che in alcuni casi può favorire disturbi e in altri no (Lobbezoo et al., 2018).
Il collo c’entra?
Chi ha dolore alla mandibola lamenta spesso anche fastidi alla cervicale. Una revisione di 7 studi su persone con dolore di origine muscolare ha trovato che il trattamento della parte alta del collo, con terapia manuale da sola o insieme a esercizi, riduceva il dolore della mandibola nel breve periodo. Gli effetti a lungo termine non sono ancora stati misurati (Bednarczyk et al., 2024).
Dolore alla mandibola sinistra, quando pensare al cuore
Anche a sinistra il dolore alla mandibola ha di solito le stesse cause viste finora, con un’eccezione da conoscere. Nell’infarto il dolore al petto, descritto come una morsa o un peso, può estendersi al braccio, al collo e alla mandibola (NHS, Heart attack). Se il dolore alla mandibola arriva insieme a questi sintomi, si chiama il 118.
Cosa fare quando fa male la mandibola
Per i disturbi temporo-mandibolari l’NHS suggerisce alcune misure semplici da provare a casa (NHS, Temporomandibular disorder):
- scegliere per qualche giorno cibi morbidi, come pasta, frittate e zuppe;
- evitare gomme da masticare, morsi con i denti davanti, sbadigli molto ampi e l’abitudine di mordere unghie o penne;
- tenere i denti separati quando non mastichi;
- usare il caldo o il freddo, avvolti in un panno, scegliendo quello che dà più sollievo, e massaggiare con delicatezza i muscoli doloranti;
- dedicare un po’ di tempo a tecniche di rilassamento.
Il freddo si tiene al massimo 5 minuti alla volta, il caldo 15-20 minuti due volte al giorno.
Il bite serve?
Una revisione sistematica con valutazione economica, realizzata per il servizio sanitario inglese su 52 studi, non ha trovato prove che il bite riduca il dolore dei disturbi temporo-mandibolari presi nel loro insieme, né i rumori articolari o la limitazione nell’apertura della bocca, con prove di qualità molto bassa (Riley et al., 2020). La linea guida del BMJ, per il dolore che dura da almeno tre mesi, si esprime con una raccomandazione debole contro i bite rimovibili e con una raccomandazione forte contro le soluzioni irreversibili che modificano i denti (Busse et al., 2023).
Per la protezione dei denti di chi digrigna di notte le prove sono ancora insufficienti in un senso o nell’altro (Riley et al., 2020).
Cosa prendere per il dolore
Chiedi sempre consiglio al medico o al farmacista. Per gli episodi di dolore l’NHS indica paracetamolo o ibuprofene (NHS, Temporomandibular disorder).
Quando il dolore diventa cronico le indicazioni cambiano. La linea guida del BMJ dà una raccomandazione debole a favore degli antinfiammatori solo insieme alla terapia cognitivo-comportamentale, una debole contro paracetamolo, gabapentin, benzodiazepine e iniezioni di tossina botulinica, e una forte contro l’associazione di antinfiammatori e oppioidi (Busse et al., 2023).
Esercizi per la mandibola
Gli esercizi vanno scelti dopo una valutazione e non devono aumentare il dolore. Ecco alcuni esempi semplici:
- lingua sul palato, con le labbra chiuse e i denti separati, appoggiando la punta della lingua dietro gli incisivi superiori e respirando con calma dal naso, per riconoscere e sciogliere l’abitudine di serrare i denti;
- apertura controllata, davanti allo specchio, aprendo e chiudendo la bocca lentamente per poche volte e cercando di tenere il mento al centro, senza arrivare all’apertura massima;
- automassaggio del massetere, il muscolo che senti sulla guancia quando stringi i denti, con piccoli cerchi lenti e una pressione leggera.
Una sintesi di 11 revisioni sistematiche ha trovato che educazione, terapie comportamentali ed esercizi per la mandibola tendono a dare benefici, anche se metà delle revisioni non riusciva a esprimersi per mancanza di prove (Bijelic et al., 2025).
Dolore alla mandibola, quanto dura
L’NHS spiega che il disturbo temporo-mandibolare di solito migliora anche senza trattamento (NHS, Temporomandibular disorder). Si parla di dolore cronico quando dura da almeno tre mesi, ed è a questa situazione che si riferiscono le raccomandazioni della linea guida del BMJ (Busse et al., 2023).
Come lavora il fisioterapista
Il fisioterapista esamina il movimento della mandibola, i rumori articolari e i muscoli della masticazione, controlla anche il collo e la postura, e chiede di sonno, stress e abitudini come serrare i denti durante il giorno. Se il quadro fa pensare a un problema dentale o di altra natura, indirizza al dentista o al medico.
La linea guida del BMJ, per il dolore che dura da almeno tre mesi, raccomanda con forza la mobilizzazione eseguita dal terapista, il trattamento manuale dei punti dolenti dei muscoli, gli esercizi posturali e gli esercizi e lo stretching della mandibola seguiti da un professionista, insieme alla terapia cognitivo-comportamentale e alla gestione di base fatta di esercizi a casa, rassicurazione ed educazione (Busse et al., 2023). Una revisione precedente, su 48 studi, giudicava le prove di bassa qualità, ma vedeva risultati promettenti per la terapia manuale da sola o associata a esercizi per mandibola e collo (Armijo-Olivo et al., 2016).
Laser a bassa intensità, TENS e altre terapie passive, Tecar compresa, sono molto diffuse anche per la mandibola. La stessa linea guida si esprime però contro il laser e la TENS (Busse et al., 2023), e queste terapie non hanno prove solide che funzionino da sole. Possono al massimo accompagnare esercizio ed educazione.
E la chirurgia?
L’NHS ricorda che, quando le cure di base non bastano, lo specialista può valutare iniezioni o un intervento (NHS, Temporomandibular disorder). Per il dolore cronico la linea guida del BMJ si esprime con forza contro la rimozione chirurgica del disco e con una raccomandazione debole contro il lavaggio dell’articolazione, l’artrocentesi (Busse et al., 2023).
Segnali d’allarme da non ignorare
Chiama il 118 se il dolore alla mandibola compare con un peso o una morsa al petto, dolore al braccio, fiato corto, labbra o pelle grigie o bluastre, oppure se la persona sviene (NHS, Heart attack). Non guidare fino al pronto soccorso.
Chiedi una visita medica in giornata se (NHS, Temporomandibular disorder):
- non riesci a mangiare o a bere;
- la bocca non si apre del tutto o la mandibola si blocca;
- hai mal di testa frequenti e forti;
- senti dolore o sensibilità al lato della testa o sul cuoio capelluto;
- vedi doppio o perdi la vista da uno o da entrambi gli occhi.
Domande frequenti
Il dolore alla mandibola può dare mal di testa? Sì, il mal di testa alle tempie è uno dei sintomi tipici dei disturbi temporo-mandibolari. Se il mal di testa parte invece dalla nuca, può c’entrare il collo, come spieghiamo nella guida sul mal di testa da cervicale.
Dopo un colpo di frusta può far male la mandibola? Un incidente con un colpo di frusta coinvolge soprattutto il collo, ma un colpo al viso è tra le cause possibili dei disturbi temporo-mandibolari. Dopo un trauma, il dolore alla mandibola va fatto valutare dal medico.
Il dolore alla mandibola è un problema del dentista o del fisioterapista? Spesso di entrambi. Il dentista esclude cause dentali e valuta il morso, il fisioterapista lavora su movimento, muscoli, collo e abitudini. Lo stesso NHS cita il dentista, il fisioterapista e, quando stress e ansia pesano sul dolore, lo psicologo.
Cosa puoi fare adesso
Per una settimana annota quando la mandibola fa più male, se al risveglio o a fine giornata, se ti accorgi di stringere i denti mentre lavori o guidi, come dormi e quali cibi peggiorano il fastidio. Sono appunti utili per chi ti visiterà. Intanto prova le misure descritte sopra e tieni presenti i segnali d’allarme. Chi è l’autore e di cosa si occupa lo trovi nella pagina dedicata a Paolo Torneri.
Le informazioni di questa pagina hanno valore divulgativo e non prendono il posto di una valutazione individuale.
Fonti
- Busse JW et al. Management of chronic pain associated with temporomandibular disorders: a clinical practice guideline. BMJ, 2023. doi:10.1136/bmj-2023-076227
- Schiffman E et al. Diagnostic Criteria for Temporomandibular Disorders (DC/TMD) for Clinical and Research Applications. Journal of Oral & Facial Pain and Headache, 2014. doi:10.11607/jop.1151
- Valesan LF et al. Prevalence of temporomandibular joint disorders: a systematic review and meta-analysis. Clinical Oral Investigations, 2021. doi:10.1007/s00784-020-03710-w
- Slade GD et al. Summary of findings from the OPPERA prospective cohort study of incidence of first-onset temporomandibular disorder: implications and future directions. The Journal of Pain, 2013. doi:10.1016/j.jpain.2013.09.010
- Slade GD, Ohrbach R, Greenspan JD et al. Painful Temporomandibular Disorder: Decade of Discovery from OPPERA Studies. Journal of Dental Research, 2016. doi:10.1177/0022034516653743
- Lobbezoo F et al. International consensus on the assessment of bruxism: report of a work in progress. Journal of Oral Rehabilitation, 2018. doi:10.1111/joor.12663
- Bednarczyk V, Proulx F, Paez A. The effectiveness of cervical rehabilitation interventions for pain in adults with myogenic temporomandibular disorders: a systematic review and meta-analysis. Journal of Oral Rehabilitation, 2024. doi:10.1111/joor.13671
- Riley P et al. Oral splints for patients with temporomandibular disorders or bruxism: a systematic review and economic evaluation. Health Technology Assessment, 2020. doi:10.3310/hta24070
- Bijelic T et al. Self-management therapies for temporomandibular disorders, evidence from systematic reviews. Journal of Oral Rehabilitation, 2025. doi:10.1111/joor.70074
- Armijo-Olivo S et al. Effectiveness of manual therapy and therapeutic exercise for temporomandibular disorders: systematic review and meta-analysis. Physical Therapy, 2016. doi:10.2522/ptj.20140548
- NHS. Temporomandibular disorder (TMD), revisione del 20 giugno 2023. nhs.uk/conditions/temporomandibular-disorder-tmd
- NHS. Heart attack, revisione del 31 marzo 2026. nhs.uk/conditions/heart-attack
Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020, e lavora al F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR). Si occupa di disturbi muscoloscheletrici ed è ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona. È autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collabora come divulgatore con la Gazzetta dello Sport ed è docente. Pagina autore