Dolore dorsale, cosa succede a metà schiena e cosa aiuta davvero
Scritto da Dott. Paolo Torneri, fisioterapista, F3 Centro di Fisioterapia, San Martino Buon Albergo (VR) · Pubblicato il 06/11/2026
“Ho un dolore fisso in mezzo alla schiena, tra le scapole, che peggiora dopo ore alla scrivania o in macchina. È un nervo, una vertebra o solo stanchezza?” È una domanda frequente, e la risposta di partenza è rassicurante. Di solito il dolore dorsale non nasce da una malattia seria e spesso migliora in qualche settimana. La zona dorsale però merita un’attenzione in più rispetto al classico mal di schiena basso, e in questa guida vediamo perché, cosa puoi fare da subito e quali segnali chiedono un medico.
Quando non aspettare. Se insieme al dolore a metà schiena senti dolore o oppressione al petto, oppure il dolore è comparso dopo una caduta o un incidente importante, chiama il 118 e non guidare. Se hai febbre o brividi, o se il dolore è fortissimo, arrivato all’improvviso e in rapido peggioramento, senti il medico oggi stesso. L’elenco completo è nella sezione sui segnali d’allarme.
Dorsalgia, cosa significa
Dorsalgia è il nome medico del dolore nella parte centrale della schiena, cioè nel tratto dorsale o toracico della colonna. Sono dodici vertebre, dalla base del collo fino all’ultima costola, e a ognuna si attacca una coppia di coste.
Rispetto al mal di schiena lombare e alla cervicale, il dolore dorsale è stato studiato poco. Una revisione sistematica di 33 studi sulla popolazione generale ha trovato che, a seconda della definizione usata, ne soffre nel corso di un anno tra il 15 e il 27,5% delle persone, con valori più alti nei bambini, negli adolescenti e nelle donne (Briggs et al., 2009).
Le cause più comuni del mal di schiena dorsale
Spesso non si trova una singola struttura “rotta” e si parla di dolore dorsale aspecifico, legato a muscoli, articolazioni tra vertebre e coste, carichi e abitudini. La revisione di Briggs lo associa ad altri dolori muscoloscheletrici presenti nello stesso periodo, alla postura, allo zaino nei ragazzi, a fattori psicologici e ambientali, pur avvertendo che le prove sono limitate (Briggs et al., 2009).
Lavoro, guida e posizioni mantenute
In una revisione di 52 studi su lavoratori molto diversi, dagli impiegati agli autisti, la maggior parte dei gruppi aveva una prevalenza annua intorno al 30%, legata fra l’altro a carichi intensi, compiti noiosi e pressione mentale (Briggs et al., 2009).
Nella regione francese della Loira, su 3.710 lavoratori, il dolore dorsale nell’ultima settimana riguardava il 17% delle donne e il 9% degli uomini (Fouquet et al., 2015). Seguendo nel tempo chi all’inizio non aveva dolore, i ricercatori hanno visto comparire il disturbo in circa 5 uomini e 10 donne ogni 100. Il fattore più forte era stare spesso o a lungo con il tronco piegato in avanti. Negli uomini contavano anche l’età, la guida di veicoli e la mancanza di pause o di cambi di compito, nelle donne un lavoro percepito come fisicamente pesante (Roquelaure et al., 2014). Spesso il dolore dorsale si presentava insieme a quello del collo e della schiena bassa.
La contrattura dorsale
“Contrattura dorsale” è il nome che molti danno a un dolore muscolare comparso dopo uno sforzo, una notte scomoda o una giornata tesa, con la sensazione di un nodo vicino alla scapola. È un’espressione d’uso comune più che una diagnosi, e di solito indica proprio il dolore aspecifico descritto sopra.
Quando la causa è un’altra
Alcune cause meno frequenti si gestiscono in modo diverso.
- Piccole fratture delle vertebre da osteoporosi. L’NHS spiega che mal di schiena, schiena che si incurva e perdita di altezza possono dipendere da piccole fratture vertebrali. Il rischio cresce con l’età, dopo la menopausa, con il fumo, l’alcol in eccesso, il cortisone per bocca preso a lungo e la poca attività fisica (NHS, Osteoporosis).
- Herpes zoster, il “fuoco di Sant’Antonio”. Può cominciare con formicolio o dolore in una zona della pelle, e l’eruzione arriva qualche giorno dopo, di solito su petto e addome e su un lato solo (NHS, Shingles).
- Malattie serie della colonna, come infezioni, tumori o fratture importanti. Sono rare e vanno riconosciute presto, ma per molti segnali d’allarme mancano prove solide di accuratezza, per cui conta il ragionamento clinico più di una lista (Finucane et al., 2020).
Dolore tra le scapole, a destra o a sinistra
Molte persone sentono il dolore dorsale proprio tra le scapole. Se il fastidio sta più sul bordo della scapola e cambia muovendo la spalla, può esserti utile anche la nostra guida sul dolore alla scapola destra o sinistra.
Dolore dorsale destro e sinistro
Chi ha male a sinistra pensa spesso al cuore, chi ha male a destra al fegato. Il lato da solo però non basta a orientarsi, e contano di più i sintomi che accompagnano il dolore. Un dolore che cambia girando il busto o stando a lungo nella stessa posizione fa pensare più facilmente alla schiena. Un dolore insieme a oppressione al petto, febbre, malessere generale o un’eruzione sulla pelle va invece fatto valutare, come indicato più avanti. Se il dolore è davanti, sul petto, trovi qualche indicazione nella pagina sul dolore allo sterno.
Cosa fare per il dolore dorsale
Le indicazioni dell’NHS per il mal di schiena valgono anche per la zona dorsale (NHS, Back pain):
- resta attivo e porta avanti, per quanto puoi, le tue attività di ogni giorno;
- evita di passare molte ore a letto;
- usa il caldo o il freddo avvolto in un panno, scegliendo quello che ti dà più sollievo;
- fai esercizi e allungamenti per la schiena, fermandoti se il dolore aumenta.
Se lavori seduto o guidi a lungo, alterna posizioni e brevi pause in piedi, visto che il tronco piegato a lungo e la mancanza di pause sono legati alla comparsa del dolore (Roquelaure et al., 2014). Per il riposo notturno, alcune idee sulla posizione e sul materasso sono nella guida sul mal di schiena a letto.
Esercizi per la zona dorsale
Non esistono esercizi “giusti” per tutti, e quelli che seguono sono esempi semplici da fare senza fretta e senza spingere nel dolore.
- Rotazioni da seduto. Sei su una sedia con i piedi a terra e le braccia incrociate sul petto. Ruota lentamente il busto a destra e poi a sinistra, lasciando che lo sguardo segua il movimento, per 8-10 volte per lato.
- Il libro che si apre. Sdraiato sul fianco, con le ginocchia piegate e le braccia distese in avanti una sopra l’altra, porta il braccio di sopra verso l’altro lato del corpo seguendo la mano con lo sguardo, poi torna indietro.
- Schiena tonda e schiena distesa a quattro zampe. Con mani sotto le spalle e ginocchia sotto le anche, spingi il pavimento arrotondando la parte alta della schiena e allontanando le scapole, poi torna lentamente alla posizione di partenza lasciando scendere il petto.
Cosa prendere per il dolore dorsale
Sui farmaci chiedi sempre al medico o al farmacista. Per il mal di schiena l’NHS indica gli antinfiammatori come l’ibuprofene, che non sono adatti a tutti, e spiega che il paracetamolo da solo non è raccomandato, anche se può essere associato a un altro antidolorifico (NHS, Back pain).
Quanto dura il dolore dorsale
Secondo l’NHS il mal di schiena di solito migliora da solo in poche settimane, anche se a volte dura di più o si ripresenta (NHS, Back pain). Per la zona dorsale non abbiamo numeri più precisi. Una revisione del 2025 sui fattori che predicono il decorso del dolore al collo e alla schiena dorsale non ha trovato nemmeno uno studio dedicato al dolore dorsale (Begum et al., 2025). Nello studio descritto qui sotto, comunque, tutti i gruppi miglioravano con il tempo.
Come lavora il fisioterapista
Il fisioterapista raccoglie la storia del dolore, esclude i segnali d’allarme e osserva come si muovono colonna, coste, spalle e collo. Se il quadro non torna con un dolore muscolare o articolare, indirizza al medico.
Sui trattamenti le prove dirette sono poche. Nello studio controllato più ampio, 143 persone con dolore dorsale aspecifico hanno ricevuto fino a 10 sedute in 4 settimane di manipolazione vertebrale, di tecnica Graston (un massaggio con strumenti metallici) oppure di un finto ultrasuono. A una settimana, a uno, tre, sei e dodici mesi non c’era alcuna differenza fra i tre gruppi nel dolore e nella disabilità, e tutti erano migliorati con il tempo (Crothers et al., 2016). Una meta-analisi recente su 4 studi trova che la Graston riduce il dolore rispetto al placebo ma non rispetto ad altri trattamenti attivi, e senza effetti chiari sulla funzione (Alshalla et al., 2025).
La manipolazione dorsale è stata studiata soprattutto per il dolore al collo (Walser et al., 2009) e, pur con casi molto rari, non è priva di complicanze serie (Puentedura e O’Grady, 2015).
Le tecniche manuali hanno quindi senso come aiuto per tornare a muoversi, dentro un percorso di spiegazioni, esercizio graduale e gestione dei carichi, la direzione verso cui si stanno spostando anche i clinici neozelandesi (Kovanur Sampath et al., 2026). Tecar, laser ed elettroterapia, molto diffusi, non hanno prove solide che funzionino da soli e possono al massimo accompagnare l’esercizio. Quando il dolore non passa dopo alcune settimane, l’NHS cita fisioterapia, esercizio di gruppo, terapia manuale e terapia cognitivo-comportamentale (NHS, Back pain).
Segnali d’allarme da non ignorare
Chiama il 118, senza guidare tu, quando al dolore dorsale si aggiunge uno di questi segni (NHS, Back pain):
- dolore al petto;
- gambe tutte e due deboli, addormentate o con formicolii;
- zona dei genitali o dell’ano insensibile, fatica a fare pipì oppure urina o feci che sfuggono;
- dolore nato da un incidente grave.
Anche un dolore forte dopo una caduta, soprattutto se hai l’osteoporosi o i suoi fattori di rischio, va visto subito in pronto soccorso (NHS, Osteoporosis).
Senti il medico in giornata se il dolore arriva con febbre, brividi o malessere generale, oppure se è molto forte, improvviso e peggiora rapidamente.
Parlane con il medico di base nei prossimi giorni se il dolore (NHS, Back pain):
- non migliora dopo alcune settimane;
- si trova proprio in alto, tra le scapole;
- non passa con il riposo o peggiora di notte;
- si accompagna a un calo di peso senza motivo;
- peggiora con colpi di tosse, starnuti o andando di corpo;
- compare insieme a un gonfiore, un nodulo o un cambiamento nella forma della schiena.
Se compare un’eruzione cutanea su un lato del tronco, rivolgiti al farmacista o al medico entro tre giorni, perché i farmaci per l’herpes zoster funzionano meglio se iniziati presto (NHS, Shingles).
Domande frequenti
Il dolore dorsale può venire dalla cervicale? Le due zone sono vicine e i disturbi si presentano spesso insieme, come hanno visto gli studi sui lavoratori francesi. Se ti fa male anche il collo, trovi informazioni utili nella guida sulla cervicale infiammata, e se il dolore scende lungo il braccio in quella sull’ernia cervicale.
È lo stesso dolore del colpo della strega? No. Il colpo della strega è un dolore acuto della schiena bassa, mentre qui parliamo della parte centrale. I consigli generali però si somigliano.
Cosa puoi fare adesso
Per una o due settimane prova le indicazioni di questa pagina e tieni un breve diario: in quali momenti il dolore sale, quante ore resti seduto o alla guida, come dormi, quali movimenti lo alleviano. Se il dolore non cambia o compare uno dei segnali descritti sopra, porta questi appunti al medico o al fisioterapista che ti visiterà. Per sapere chi ha scritto questa guida e di cosa si occupa puoi leggere la presentazione di Paolo Torneri.
Questa pagina serve a orientarti e non sostituisce la visita di un professionista che conosce la tua storia.
Fonti
- Briggs AM, Smith AJ, Straker LM, Bragge P. Thoracic spine pain in the general population: prevalence, incidence and associated factors in children, adolescents and adults. A systematic review. BMC Musculoskeletal Disorders, 2009. doi:10.1186/1471-2474-10-77
- Briggs AM, Bragge P, Smith AJ, Govil D, Straker LM. Prevalence and associated factors for thoracic spine pain in the adult working population: a literature review. Journal of Occupational Health, 2009. doi:10.1539/joh.k8007
- Fouquet N et al. Prevalence of thoracic spine pain in a surveillance network. Occupational Medicine, 2015. doi:10.1093/occmed/kqu151
- Roquelaure Y et al. Incidence and risk factors for thoracic spine pain in the working population: the French Pays de la Loire study. Arthritis Care & Research, 2014. doi:10.1002/acr.22323
- Crothers AL, French SD, Hebert JJ, Walker BF. Spinal manipulative therapy, Graston technique and placebo for non-specific thoracic spine pain: a randomised controlled trial. Chiropractic & Manual Therapies, 2016. doi:10.1186/s12998-016-0096-9
- Alshalla K, Kandeel M, Mahmoud M. Effectiveness of the Graston Technique for low back pain and thoracic spinal pain: a systematic review and meta-analysis. Journal of Manual & Manipulative Therapy, 2025. doi:10.1080/10669817.2025.2523280
- Walser RF, Meserve BB, Boucher TR. The effectiveness of thoracic spine manipulation for the management of musculoskeletal conditions: a systematic review and meta-analysis of randomized clinical trials. Journal of Manual & Manipulative Therapy, 2009. doi:10.1179/106698109791352085
- Puentedura EJ, O’Grady WH. Safety of thrust joint manipulation in the thoracic spine: a systematic review. Journal of Manual & Manipulative Therapy, 2015. doi:10.1179/2042618615y.0000000012
- Begum R et al. Physical measures of physical functioning as prognostic factors in predicting outcomes for neck and thoracic pain: a systematic review. BMC Musculoskeletal Disorders, 2025. doi:10.1186/s12891-025-09300-9
- Kovanur Sampath K et al. More than biomechanics: how New Zealand manipulative physiotherapists and osteopaths conceptualise and manage upper back pain, a qualitative study. BMJ Open, 2026. doi:10.1136/bmjopen-2025-113886
- Finucane LM et al. International Framework for Red Flags for Potential Serious Spinal Pathologies. Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, 2020. doi:10.2519/jospt.2020.9971
- NHS. Back pain, revisione del 5 marzo 2026. nhs.uk/conditions/back-pain
- NHS. Osteoporosis, revisione del 29 ottobre 2026. nhs.uk/conditions/osteoporosis
- NHS. Shingles, revisione del 23 novembre 2023. nhs.uk/conditions/shingles
Paolo Torneri è fisioterapista, laureato in Fisioterapia all’Università di Verona nel 2020, e lavora al F3 Centro di Fisioterapia, Riabilitazione e Postura di San Martino Buon Albergo (VR). Si occupa di disturbi muscoloscheletrici ed è ricercatore presso il Centro di Ricerca in Neuroscienze dell’Università di Verona. È autore di quattro libri di fisioterapia per FisioScience, collabora come divulgatore con la Gazzetta dello Sport ed è docente. Pagina autore